Monthly Archives: agosto 2017

Ancora malasanità, ancora a Napoli. Ascolta la puntata

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“Inosservanza ai più elementari doveri professionali”: con queste parole il responsabile del Pronto Soccorso napoletano Loreto Mare Alfredo Pietroluongo ha denunciato l’incredibile vicenda che ha accompagnato le ultime ore di vita di un ragazzo di 23 anni, Antonio Scafuri, ricoverato in codice rosso dopo un incidente stradale e ciononostante lasciato in attesa per ore. La procura di Napoli ha aperto un’inchiesta, la ministra Lorenzin ha inviato gli ispettori del ministero della salute. Il padre di Antonio denuncia: me l’hanno ammazzato. Come è possibile che nel paese con uno dei migliori sistemi sanitari al mondo accadano ancora tragedie simili? Perché sempre più spesso a Napoli e al Sud? 

Gli ospiti del 21 agosto 2017

Roberto Russo, giornalista del Corriere del Mezzogiorno

Luigi Ascione, avvocato della famiglia Scafuri

Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanza attiva – Tribunale dei diritti del malato

Giuseppe Cirillo, pediatra, già direttore del Servizio di Programmazione della Asl di Napoli1 centro

Gennaro Carillo, docente di storia del pensiero politico al Suor Orsola Benincasa di Napoli

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Malasanità, il confronto con l’Europa in sei mappe

Lo scandalo dell’ospedale San Paolo di Napoli ha riaperto la vecchia piaga della malasanità. Una piaga che a ben vedere potrebbe esulare da dati puramente oggettivi sulle strutture, se si pensa che nelle graduatorie europee sul numero di medici e di posti letto il nostro Paese non sfigura affatto. Sul primo fronte, le regioni italiane sono tra le prime della classe nel Vecchio continente. Secondo l’Eurostat, l’Italia (386 medici ogni 100 mila abitanti) ha gli stessi numeri dei Paesi migliori. Per esempio, il Lazio (453) fa meglio del Vestlandet, regione meridionale della virtuosissima Norvegia.

Alberto Bellotto su Lettera43

Io speriamo che non mi ammalo

Si muore troppo facilmente in Italia e non solo qui. E non si viene a mancare solo per il cancro spietato, ma spesso ad ucciderti sono proprio quelli che dovrebbero salvarti e garantirti la guarigione: i medici. Una realtà che angoscia e un fenomeno, quello della malasanità, che non accenna ad arrestarsi. Anzi, lo vedi allargarsi a macchia d’olio dal Sud al Nord e viceversa. Il buon vecchio medico greco, Ippocrate, padre della medicina, si starà rivoltando nella tomba! E a buon diritto.

A leggere i dati raccolti dall’Eurostat relativi ai decessi avvenuti nell’Unione Europea solo nel 2013 si rabbrividisce: 1,7 milioni di persone, di età inferiore ai 75 anni. Morti che si potevano evitare. Pazienti che potevano essere salvati. L’Italia è al 33% di questa classifica, non è certamente un dato di cui vantarsi. Non abbiamo una bella nomea all’estero quanto a sanità. La Francia in questo ci supera di molto con il tasso più basso di morti evitabili, solo il 23,8%.

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Tutti i numeri della malasanità in Italia

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570 denunce in 4 anni, dal 2009 al 2012. Fra queste, 400 erano relative a casi che hanno comportato la morte del paziente, per errore imputato al personale medico e sanitario o per disfunzioni e carenze strutturali.
Sono questi gli allarmanti numeri emersi dalla relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari, presentata ieri a Roma alla Camera dei Deputati. La relazione precisa che “gli episodi di malasanità non sempre però hanno a che fare con l’errore diretto dell’operatore: spesso questi episodi derivano da disservizi, carenze, strutture inadeguate, inefficiente servizio di eliambulanza, lunghe attese al pronto soccorso, difficoltà di trasferimenti dal paziente da un ‘ospedale a un altro, casi di infezioni ospedaliere“.

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Loreto Mare, stanze con lucchetto in Chirurgia. E scatta l’inchiesta sulla morte di Antonio

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Stanze chiuse col lucchetto. Un intero piano – il primo – deserto. E intanto sopra si scatena l’inferno, perchè i posti letto non bastano e nei corridoi si accumulano le barelle coi pazienti. Fino a 19, anche alla vigilia di Ferragosto. È il calvario della Chirurgia del Loreto Mare. Dimezzata. A secco di infermieri. Trasferiti altrove: in primis all’Ospedale del Mare per farlo inaugurare. E così senza camici bianchi sufficienti, succede che la Chirurgia passi da due piani a un solo piano. Con un perdita secca di una ventina di posti letto. E intanto la Procura, sotto la lente del pm Vincenzo Piscitelli, apre un’inchiesta sulla morte del giovane Antonio Scafuri: convocati i medici, sequestrata la cartella clinica, disposta l’autopsia. Nell’ospedale arrivano intanto gli ispettori inviati dal ministro Lorenzin.

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