La videoricostruzione: Alluvione a Livorno, perché è esondato il fiume della morte

Il battesimo dell’acqua è avvenuto la scorsa notte. Quella che doveva essere l’opera definitiva per proteggere la città non era mai stata utilizzata prima. Non ce n’era mai stato bisogno. Le quattro casse di espansione che dall’ottobre del 2015 vigilano sul Rio Maggiore, il solito sospetto di ogni allagamento livornese, si sono riempite. Non è bastato. Le vasche di cemento armato si sono rivelate, piccole, troppo piccole. L’acqua in eccesso caduta dal cielo ha potuto continuare la sua corsa sotterranea intasando i tubi, facendo esplodere i canali seminterrati, provocando la morte di sette persone.

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Un commento

  • Anche in questo caso il disinteresse umano per la specie animale si esplicita nell’esercizio di tutto il silenzio possibile. Dei morti umani si dice e si ripete, radio e giornali documentano, dibattono e si indignano. Invece, anche questa volta “gli ingabbiati”, annegati a causa della detenzione “legale” finalizzata alla macellazione, passano attraverso l’organizzazione mediatica del silenzio o della minimizzazione. Se il dolore degli altri è sempre un dolore a metà, quello animale vale meno di zero. Il consumatore ideale, si sa, è quello che guarda nella direzione che porta lucro, per questo l’informazione illumina a giorno la scena umana e tiene al buio l’argomento animali.

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