Egitto, sei anni dopo piazza Tahrir. Chi ne fu coinvolto lavora alla prossima rivoluzione

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C’è una lotta su scala universale in corso fra un mondo già pieno di frizioni e qualcosa di nuovo che sta cercando di nascere. Tante persone in tutto il mondo (mi piace chiamarli “il collettivo globale dei giovani”) hanno capito che alcuni problemi devono essere risolti in maniera globale. Le questioni relative all’ambiente sono l’esempio più ovvio, ma lo sono anche l’aumento esponenziale sia della ricchezza e che della povertà, l’osceno divario che c’è i ricchi e i poveri, le guerre, le migrazioni, il movimento di capitali e molte altre cose.

Al cuore della questione c’è il Neo-liberismo. In tutto il mondo ci sono persone che stanno subendo gli effetti di questo fenomeno, ma in modi diversi e con differenti livelli. Il collettivo globale dei giovani capisce che il Neo-liberismo  fa male alla maggioranza della popolazione e al pianeta stesso  e lo sfida continuamente: ci sono attivisti che se la prendono con l’industria del petrolio o con quella delle armi o con quelli che vogliono smantellare il sistema sanitario nazionale britannico.

Ahdaf Soueif su Repubblica

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