Monthly Archives: settembre 2017

Cervelli in fuga: un danno economico?

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Secondo l’ultimo rapporto di Confindustria la fuga di cervelli costa all’Italia 14 miliardi all’anno. Hanno telefonato diversi genitori che sono contenti del successo professionale dei loro figli ma che temono la disgregazione familiare. Sono ragazzi che colgono la sfida di un mondo che cambia ma sono anche risorse che perdiamo? Aspettiamo le vostre storie, esperienze, testimonianze.

L’emigrazione dei giovani costa un punto di Pil

Il Pil italiano crescerà dell’1,5% quest’anno e dell’1,3% nel 2018. Il Centro studi di Confindustria, nel suo rapporto “Scenari economici”, rialza le stime grazie all’andamento dell’economia che rimane «molto favorevole». Le precedenti previsioni di tre mesi fa indicavano rispettivamente +1,3% e +1,1%. Un dato tanto più positivo se si considera che le stime attuali non includono i possibili effetti della Legge di Bilancio. «Il rialzo – si legge nel rapporto – si spiega, da un lato, con l’andamento marginalmente migliore dell’atteso nel secondo trimestre (+0,4% contro +0,3%) E, dall’altro, è coerente con il tono elevato degli indicatori qualitativi (specie quelli sugli ordini)». A fine 2018 il Pil, secondo gli economisti di viale dell’Astronomia, recupererà il terreno perduto con la seconda recessione (2011-13). Anche se sarà ancora del 4,7% inferiore al massimo toccato nel 2008. Ma resta il gap di crescita tra il nostro Paese e il resto dell’area Euro. Non a caso tirando le conclusioni il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha sottolineato che la stagione di riforme «deve continuare», perché «se non ci muoviamo corriamo il rischio di andare di qualche punto dietro, anche perché gli altri Paesi si muovono».

Andrea Gagliardi sul Sole24Ore

La grande bufala dei cervelli in fuga

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Viviamo in un mondo globale in cui è sempre più possibile e frequente prendere la valigia e la propria professionalità e metterla a frutto laddove può essere più apprezzata. È quello che sta accadendo a molti italiani, ora più di prima. E tuttavia l’allarme generalizzato sulla “fuga dei cervelli” italiana è obiettivamente esagerato.

Il numero di laureati che emigra, infatti, è inferiore alle 20mila unità e scende a 12mila se contiamo i 7mila italiani laureati che invece ritornano. Un esempio per dire che no, non c’è nessuna fuga di massa: la proporzione di italiani che emigra è inferiore, e non di poco a quella di francesi, spagnoli, tedeschi, inglesi che lasciano i rispettivi Paesi.

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la storia di Elena:”in America valgo 2 milioni di dollari”

Cervelli in fuga, la storia di Elena:"in America valgo 2 milioni di dollari"

La storia di Elena Savoia, 43enne di Mirano in provincia di Venezia, è emblematica. Laureatasi giovanissima in medicina presso l’università di Bologna, emigra in America, dove si aggiudica alcune borse di studio per continuare le sue ricerche e, a distanza di 20 anni, ricopre un ruolo di altissimo prestigio presso la famosissima università di Harvard, nel Massachusetts. La dottoressa Savoia è vice-direttore del Programma per l’addestramento e la ricerca sulle grandi emergenze di sanità pubblica, ruolo di enorme rilevanza accademica e di responsabilità con una ricaduta significativa anche a livello di bilancio economico. I fondi per la ricerca, gestiti dal gruppo di ricercatori che fa capo a lei valgono circa 2 milioni di dollari all’anno ed anche le istituzioni pubbliche investono inmodo considerevole nella ricerca da lei capeggiata. “Abbiamo l’appoggio degli investimenti pubblici – afferma la dottoressa – perchè i risultati arrivano e sono anche importanti”.

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Confindustria: “I cervelli in fuga dall’Italia ci costano 14 miliardi”

Pil in accelerazione, ma cervelli in fuga che ci costano 14 miliardi. La Confindustria rialza le stime sulla crescita italiana per quest’anno. Il Centro studi di Viale dell’Astronomia ritocca ulteriormente all’insù le stime per il Pil. La crescita è attesa al +1,5% nel 2017 e al +1,3% nel 2018, rispetto al +1,3% e al +1,1% indicati tre mesi fa. Nonostante la dinamica sia più robusta di quella prevista, l’espansione dell’economia italiana rimane inferiore a quella degli altri Paesi europei: il differenziale rispetto al resto dell’Area Euro resta negativo ed elevato, anche se dimezzato (nel 2017 e’ pari a 0,8 punti percentuali, contro l’1,5% del 2015).

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“VALORE LAVORO” – Acli

Uno dei focus dell’Incontro sarà il rapporto giovani e lavoro. L’Iref – l’Istituto di ricerche educative e formative delle Acli – per la prima volta ha messo a confronto il punto di vista dei ragazzi italiani con quello delle seconde generazioni e dei giovani italiani che sono emigrati. L’indagine, “ll Ri(s)catto del presente”,  segna un ribaltamento di prospettiva. Invece di studiare le forze strutturali che condizionano in negativo le opportunità dei giovani, la ricerca si concentra sulle loro capacità di risposta di fronte alla crisi.

“E’ essenziale – aggiunge Paola Vacchina, responsabile dipartimento studi e ricerche Acli –   dare voce ai giovani sulla loro vera presenza nel mondo del lavoro, un tema trattato spesso con troppa retorica. E’ altrettanto essenziale fornire loro competenze adeguate nell’ambito di un sistema di istruzione e formazione fortemente innovativo e rafforzato”.

Se è vero che la sfida posta da Industria 4.0 si gioca sul terreno delle competenze, della loro centralità rispetto alle mutevoli esigenze del tessuto produttivo, la risposta non può che partire dal rafforzamento e ampliamento dell’offerta formativa nel suo complesso. Per questo, sulla materia nel corso dell’incontro verrà presentato un piano strategico articolato in sei punti: investire nella formazione professionale, consolidare e diffondere l’infrastruttura formativa, innovare le qualifiche e i diplomi, sviluppare il sistema terziario professionalizzante (Its) e, infine, investire in un sistema accogliente di formazione professionale.

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