Monthly Archives: settembre 2017

L’Italia dei festival. Ascolta la puntata

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Città d’arte che scoppiano e città medie che ospitano festival culturali. Come si possono valorizzare le città d’arte piccole e medie evitando che diventino piccole Disneyland dal turismo mordi e fuggi? Perché i festival non aiutano gli altri consumi culturali? Da Trani, Pistoia, Sarzana, Conversano, fino a Matera e Mantova, andiamo alla riscoperta dell’Italia dei festival cercando di capire come si possa coniugare turismo, cultura e valorizzazione del territorio.

Gli ospiti del 22 settembre 2017

Francesco Maria Perrotta, Presidente di Italia festival l’associazione che li riunisce

Francesco Palumbo, Direttore della Direzione Generale Turismo del Mibact

Luca Iozzelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia

Luca Ricci scrittore, tra i suoi libri: L’amore e altre forme d’odio (Einaudi). L’ultimo pubblicato è I difetti fondamentali (Rizzoli). Ha scritto un racconto contro i festival uscito di recente, Il festivaliero)

Franco Sarti, ascoltatore che gira l’Italia in camper e seguendo tutti i festival

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La piazza della città di radio3

Dal fumetto all’archeologia: 132 mln per i cantieri cultura

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In arrivo oltre 132 milioni di euro per musei, aree archeologiche, biblioteche, attrattori culturali, con interventi in tutta Italia, dal Museo del Fumetto di Lucca al restauro e alla valorizzazione del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli. Si tratta di due investimenti diversi, il primo di 65 milioni, il secondo di 67,8 milioni, che hanno avuto l’ok della conferenza unificata Stato-Regioni e del Consiglio superiore dei beni culturali. «La cultura – ha commentato Franceschini – è una leva fondamentale per la crescita».

Approvato piano del ministero. In particolare, hanno chiarito dal Mibact, la conferenza unificata Stato-Regioni e il Consiglio Superiore dei beni Culturali che hanno dato parere favorevole al Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” proposto dal ministro Franceschini, che prevede investimenti per 65milioni di euro per il restauro e la valorizzazione di musei e aree archeologiche, biblioteche, poli museali e attrattori culturali. Il Piano prevede 17 interventi che si sommano ad altri 18 interventi, per un valore complessivo di 67,8 milioni di euro, della Programmazione Strategica Nazionale del Mibact che ha anch’essa ha ricevuto l’ok del Consiglio Superiore dei Beni Culturali la scorsa settimana.

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Palermo una città tra vecchio e nuovo, tra cultura e degrado

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Quel “sacco di Palermo”, tra il ’60 e il ’70, è una triste memoria che non si riesce ancora a cancellare: la Piana dei Colli strasvolta da montagne di cemento, la verde e splendente Conca d’Oro sparita al progressivo espandersi di palazzoni e nuove strade, azzerata la storia architettonica palermitana con l’abbattimento di case e ville centenarie. La mano dell’uomo, onnipresente tra speculazione e presunta modernità, ha voluto lo scempio della città, con ponti, sottopassi e cemento armato al posto di parchi e giardini, ha distrutto aranceti e uliveti, deviato o sotterrato il corso naturale d’acqua, ha cancellato l’identità degli antichi borghi. Storia di ieri che non si può e non si deve cancellare dalle nostre menti.

Ora, lungo i marciapiedi e agli angoli delle strade, dietro la facciata di una Palermo “moderna”, giace l’immondizia (nella raccolta differenziata, la Sicilia è l’ultima di fronte a quella nazionale) e si trovano case bisognose di ristrutturazione, la gente dei quartieri – e di questi, alcuni risultano capisaldi di “mandamenti” del potere criminale – in precario stato sociale ed economico.

Il progresso è tutto qui? E Palermo designata per il 2018 Città della cultura?

Rino Marrone su Palermomania

Via al festival di Matera la città trasformata dalla bacchetta magica di Verri

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Sembra impossibile, ma fino a vent’anni fa Matera, che si appresta a diventare Capitale Europea della Cultura per il 2019 e che Trivago e Tripadvisor segnalano oggi tra le più ambite destinazioni turistiche europee, veniva da molti considerata una città bruttina, una remota provincia la cui visita non valeva i disagi del viaggio per arrivarci. A buttarsi anima e corpo nella sua valorizzazione ci si è messo Paolo Verri, un esperto di sviluppo urbano che di città “ex brutte” se ne intende, visto che in precedenza è stato tra i protagonisti del clamoroso rilancio della sua Torino, oggi salotto buono del Nord Italia e sede dei musei più apprezzati del paese, ma fino a non molto tempo fa considerata solo un grigio capoluogo industriale. Da sette anni Verri, nella veste di direttore di Matera2019, suona le trombe del riscatto della città dei sassi, accompagnato, fin dalla prima ora, da Marino Sinibaldi, direttore di Radio3, che a partire dal 2011 ha voluto organizzare la festa annuale dell’emittente culturale Rai in Lucania accompagnando il fortunato cammino della candidatura di Matera a capitale europea della cultura.

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Teramo, Lectus Vox Populi: oltre 250 le letture già assegnate

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“Lectus. Vox Populi” in poco più di mese ha “costruito” una piccola comunità di persone che crede nel potere salvifico della lettura e della conoscenza e che vuole spezzare il silenzio e il vuoto (delle strade e delle piazze) che contraddistingue una città ferita dalle calamità naturali e dalla mano dell’uomo riconquistando spazi fisici ma soprattutto quelli relazionali. Attraverso la lettura ad alta voce, un mantra laico, scegliendo temi, autori e brani dal carattere universale si riflette anche sulla propria storia, sulle vicende personali e sul contesto sociale.

La risposta della città, e non solo (arriveranno lettori da tutta la provincia e anche da fuori regione), è stata significativa: oltre al numero delle persone che stanno aderendo c’è da sottolineare la qualità delle proposte che in maniera spontanea stanno arrivando dai lettori. Insieme ai cittadini, precisa scelta, “Lectus” coinvolge donne e uomini delle istituzioni per restituire valore all’ascolto e alla partecipazione: chi governa e decide per la comunità deve leggere ma anche ascoltare le letture dei cittadini. Terzo pilastro la collaborazione con le associazioni che operano in campo culturale, sociale, ambientale: voci con una visuale non convenzionale e con uno sguardo critico, Lectus dialoga con tutti.

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Alta velocità, export, festival: ecco la nuova Italia che attrae

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C’erano una volta le Tre Italie, uno schema e un’analisi innovativa che mostrò come il tradizionale dualismo della società italiana si fosse arricchito. Non c’erano più solo il Nord e il Sud ma una nuova formazione insieme geografica e sociale centrata sulla piccola impresa. Erano i tempi di sociologi ed economisti come Arnaldo Bagnasco e Giacomo Becattini che seppero individuare un nuovo cuore manifatturiero, una modernizzazione del Paese dei mezzadri e dei coldiretti e un nuovo paradigma di crescita. Siamo negli anni 80 e il decentramento produttivo che interessa le Marche, l’Emilia, la Toscana e il Veneto ci porta oltre il classico triangolo industriale imperniato sulla grande azienda privata (torinese e lombarda) e le altrettanto significative aziende pubbliche (milanesi e liguri). Rappresentava un passaggio importante del ‘900 industriale e le sue trasformazioni spiegavano il mutamento dell’Italia, lo riassumevano. Aiutavano a capire anche qualcosa di più sul legame tra il familismo e il fare impresa, una combinazione che avveniva in uno spazio intermedio tra mercato e tradizione. Oggi è cambiato quasi tutto, l’economia moderna ha visto mutare vorticosamente i meccanismi di funzionamento. Non è più l’impresa da sola a segnare il cambiamento del territorio. Lo sviluppo (e l’evoluzione) delle società locali viene determinato da fattori nuovi. Può essere un’infrastruttura, un polo universitario-formativo, un ecosistema innovativo ma può essere anche un’offerta culturale o persino uno stile di vita. Al centro di questo cambiamento i geografi come Paolo Perulli segnalano il crescente peso delle città. Sono delle post-metropoli, come sostiene il libro «Oltre la metropoli» e come documenta un Atlante web.

Leggi Dario Di Vico sul Corriere della Sera

Il festivaliero

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L’uomo aveva pianificato quella gita fuori porta già da parecchie settimane: gli piaceva di tanto in tanto prendere un treno e passare il tempo in un’altra città, meglio se di provincia, lontana dal caos. Quella volta a Mantova però qualcosa andò storto. Appena varcate le mura della cittadina un gruppetto di giovani gli si parò d’innanzi con aria entusiasticamente minacciosa: sarà che la sua calvizie da chierico gli dava un aspetto saggio, o che per quell’occasione aveva scelto una giacca di lino al contempo elegante e stropicciata da intellettuale, o che per caso o per sbaglio teneva sotto braccio un paio di supplementi culturali di quelli che in genere compulsano ossessivamente gli scrittori per sapere: chi-ha-scritto-stavolta-al-posto-mio?

– E’ in ritardo!- esclamò uno dei giovani.

– Io?- chiese l’uomo, cadendo dalle nuvole.

– La presentazione del suo libro sui satelliti avrebbe dovuto iniziare cinque minuti fa!

Doveva trattarsi di uno scambio di persona, ma l’uomo non fece in tempo a spiegarsi, perché i giovani, con quel loro modo di fare appassionato (si definirono “volontari”, anche se l’uomo non capì a che cosa mai prestassero volontariamente la loro passione), lo trascinarono dentro uno spiazzo e lo issarono sopra un palco. Soltanto allora l’uomo si rese conto della folla accorsa all’evento.

Un volontario gli sussurrò all’orecchio: – Ha visto quanta gente?

– Ma veramente io…- provò a dire l’uomo, per tentare di togliersi da quella brutta situazione, ma venne subito zittito e fatto accomodare dietro a una specie di cattedra all’aperto.

Leggi tutto il racconto di Luca Ricci su Nazione Indiana

Mantova e non solo, un settembre di festival

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Incontri, mostre d’arte, rassegne cinematografiche e spettacoli teatrali. E poi tanti ospiti italiani e internazionali e, soprattutto tanti, tanti libri. A sancire la fine della stagione estiva è un calendario sempre più ricco di rassegne culturali di ogni genere, dai grandi festival letterari di Mantova e Pordenone, a eventi più “di nicchia” ma non per questo da trascurare. Ecco una scelta degli appuntamenti più interessanti delle prossime settimane.

L’appuntamento con il  Festivaletteratura  di Mantova è dal 6 al 10 settembre. Più di trecento eventi in programma, tra gratuiti e a pagamento, per affrontare argomenti d’attualità come l’immigrazione, le guerre, le tensioni nel mondo musulmano e la storia dell’Isis. E ancora: in occasione del centenario della Rivoluzione Russa, un approfondimento sulla letteratura rivoluzionaria e una serie di incontri a Palazzo Te sul rapporto fra parola e musica (ispirati dall’assegnazione del premo Nobel per la letteratura 2016 a Bob Dylan)  ai quali partecipano, tra gli altri, Francesco Guccini e Giovanna Marini.

Luigi Gaetani su L’Espresso 

Alessandro Laterza e Matera 2019: “Capitale della cultura? No, soltanto di b&b e pizzerie”

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“Matera 2019 capitale di cosa: b&b e pizzerie?”. Un tweet, diretto, che non lascia moltissimo scampo. “Ma evidentemente ho scoperchiato un vaso di Pandora”. Alessandro Laterza, lei è anche il vicepresidente di Confindustria con delega al Mezzogiorno: perché l’ha scritto? “Avevo ricevuto la notizia di questa libreria Mondadori, un franchisig in via del Corso, in pieno centro, che alla fine del prossimo anno sarà costretta a sloggiare e cercare un’altra sede a causa del fortissimo aumento del canone di locazione. Cosa capitata già alla Libreria Dell’Arco e che non poteva non suscitare una riflessione sul fatto che accadesse non in un posto qualsiasi ma a Matera, Capitale europea della cultura 2019. Con il rischio di un vero e proprio paradosso: che la città ci arrivi piena di pizzerie e b&b e rimanga priva di librerie e attività simili”.

Oltre 16mila visualizzazioni e tante reazioni.
“Sì, gli esperti mi dicono che è un risultato di una certa rilevanza, ma il rimbalzo sui media e anche un paio di rampogne, come quelle dell’assessora Adriana Poli Bortone e del responsabile provinciale dei Verdi fanno capire che c’è un punto critico. La designazione di Matera ha scatenato una straordinaria attenzione turistica, cosa comprensibilissima e giusta, ma è un turismo per così dire ‘mordi e fuggi’, fatto di attività che non si legano all’ambizione di una città con questo ruolo. Ci sarà un programma fantasmagorico messo a punto da Paolo Verri, ma al di là degli eventi spero soltanto che tutto non si risolva con un fuoco d’artificio: è legittimo aspettarsi qualcosa di più. Colgo un malessere e posso dirlo con sicurezza”.

Qui per leggere l’articolo di Antonella Gaeta su Repubblica