Monthly Archives: settembre 2017

Back to Facts: tornare alla verità

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In occasione della 69ma edizione del Prix Italia, manifestazione  internazionale che valorizza i più innovativi prodotti radiotelevisivi e per il web, la Città si trasferisce a Milano: in diretta dal Palazzo dei Giureconsulti, dalle dieci a mezzogiorno, parleremo del giornalismo al tempo delle fake news e del ruolo della radio nel contrastare informazioni sbagliate e potenzialmente pericolose.

Gli ospiti del 28 ottobre 2017
Gerardo Greco, direttore Giornale Radio Rai e Radio1

Anthony Belanger, giornalista francese con esperienza decennale in vari media, ha condotto per 4 stagione Le Blogueur, uno show tv settimanale sul canale franco tedesco Arté

Marcello Sorgi, editorialista della Stampa, già direttore del Giornale Radio Rai e del  TG1, cura la nota politica quotdiana per Agorà su Rai3

Mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede dal giugno 2015, insegna Teologia della Comunicazione ed è docente di Cinema alla Luiss Guido Carli

Matteo Caccia, autore e conduttore radiofonico, in onda su Radio2 con la trasmissione Pascal

Barbara Sgarzi, giornalista blogger esperta di comunicazione ed editoria digitale, insegna Social media all’Università SISSA di Trieste, ha gestito la start up di Yahoo Italia

Davide Maria De Luca, giornalista del post, si occupa in particolare di fact checking

Cristina Giordano, giornalista delle radio tedesca WDR – West deutscher rundfunk (WDR – COSMO)

 

Perché fake news anche in italiano?

Se l’espressione fake news è così generica in inglese, ha senso usarla anche in italiano? Secondo me è un anglicismo superfluo: possiamo dire notizie false o notizie inattendibili oppure usare bufala che nell’accezione “notizia priva di fondamento” è una parola breve, molto precisa ed efficace. Perché allora si sta diffondendo fake news anche in italiano? Direi pigrizia e/o scarse competenze linguistiche di chi traduce dall’inglese, ma anche l’ossessione di evitare la ripetizione, tipica del media italiani, che spinge a usare gli anglicismi come sinonimi.

Continua a leggere su Terminologia etc.

Sapresti riconoscere una fake news?

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Nel 2016 post-truth è stata eletta parola dell’anno dall’Oxford Dictionary, battendo in finale, tra le altre, Brexiteer (persona che sostiene la Brexit), chatbot (un programma che simula conversazioni con utenti umani soprattutto online) e Latinx (persona di origine Latino-Americana). Secondo l’Oxford Dictionary post-truthè l’aggettivo che si riferisce a circostanze in cui i “fatti oggettivi” giocano un ruolo secondario nell’orientare l’opinione pubblica rispetto alle emozioni e alle convinzioni personali.

Continua a leggere su Scienza in Rete.

Arriva la generazione Fake News: i giovani ormai diffidano delle notizie

«Un tempo gli insegnanti temevano che i ragazzi potessero credere a tutto quello che leggevano, oggi sono sempre più preoccupati dal fatto che gli studenti crescano pensando che sia tutto falso, o peggio, che una notizia vera o falsa sia solo una questione di scelta» scrive Jessica Contrera sul Washington Post nella sezione Style in un articolo che si interroga sulle generazioni che crescono in un Paese in cui il presidente americano ha twittato la parola Fake News almeno cento volte da quando si è insediato.

Continua a leggere sul Corriere della Sera.

Fake news, disinformazione, cattivo giornalismo. Imparare a informarsi sin da piccoli

Progetti formativi nelle scuole per dare agli studenti le chiavi per informarsi in maniera critica e sapersi orientare in un ecosistema informativo sempre più complesso e articolato. È quanto stanno sperimentando alcuni progetti pilota in diversi paesi per “fare formazione alle informazioni”, come scrive Delphine Rocaute su Le Monde, e dare degli strumenti per saper individuare le false informazioni.

Continua a leggere l’articolo, pubblicato su Valigia Blu, qui.

Comunicazione non ostile e fake news, siglati due Protocolli

Il 14 settembre, ad Assisi, in occasione dell’incontro “La rete e la degenerazione del linguaggio: parole ostili”, convegno d’apertura del “Cortile di Francesco”, la Ministra Valeria Fedeli ha sottoscritto due Protocolli d’intesa dedicati alla comunicazione non ostile e alla lotta alle fake news, nell’ambito dell’educazione digitale per studentesse e studenti. Il primo accordo è stato sottoscritto insieme all’associazione “Parole O_Stili”, all’Università Cattolica di Milano e all’Istituto di Studi Superiori Toniolo di Milano ed è finalizzato a realizzare progetti di ricerca e di didattica sulla comunicazione non ostile nelle scuole, anche con iniziative per sostenere le docenti e i docenti nell’insegnamento del tema in aula, e promuovere una maggiore consapevolezza dell’utilizzo degli strumenti digitali. Il secondo documento è stato sottoscritto dalla Ministra e dal Presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) Giuseppe Giulietti. Si tratta del rinnovo del Protocollo firmato a febbraio 2016, con l’inserimento di nuove tematiche, legate ad attività nelle scuole per educare studentesse e studenti a riconoscere e smascherare false notizie in rete, le fake news, e a riconoscere le fonti d’informazione attendibili.

Leggi i documenti qui.

Paul Horner, re delle fake news

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È di poche ore fa la notizia della morte di Paul Horner, 38 anni, noto per aver scritto e contribuito a diffondere false notizie che hanno influenzato le elezioni Usa. Le circostanze della sua scomparsa non sono ancora state chiarite. Guadagno 10000 dollari al mese grazie alle fake news, aveva dichiarato, poco meno di un anno fa al Corriere della Sera.

Qui l’intervista integrale pubblicata su La Lettura.