Monthly Archives: settembre 2017

Fake news, disinformazione, cattivo giornalismo. Imparare a informarsi sin da piccoli

Progetti formativi nelle scuole per dare agli studenti le chiavi per informarsi in maniera critica e sapersi orientare in un ecosistema informativo sempre più complesso e articolato. È quanto stanno sperimentando alcuni progetti pilota in diversi paesi per “fare formazione alle informazioni”, come scrive Delphine Rocaute su Le Monde, e dare degli strumenti per saper individuare le false informazioni.

Continua a leggere l’articolo, pubblicato su Valigia Blu, qui.

Comunicazione non ostile e fake news, siglati due Protocolli

Il 14 settembre, ad Assisi, in occasione dell’incontro “La rete e la degenerazione del linguaggio: parole ostili”, convegno d’apertura del “Cortile di Francesco”, la Ministra Valeria Fedeli ha sottoscritto due Protocolli d’intesa dedicati alla comunicazione non ostile e alla lotta alle fake news, nell’ambito dell’educazione digitale per studentesse e studenti. Il primo accordo è stato sottoscritto insieme all’associazione “Parole O_Stili”, all’Università Cattolica di Milano e all’Istituto di Studi Superiori Toniolo di Milano ed è finalizzato a realizzare progetti di ricerca e di didattica sulla comunicazione non ostile nelle scuole, anche con iniziative per sostenere le docenti e i docenti nell’insegnamento del tema in aula, e promuovere una maggiore consapevolezza dell’utilizzo degli strumenti digitali. Il secondo documento è stato sottoscritto dalla Ministra e dal Presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) Giuseppe Giulietti. Si tratta del rinnovo del Protocollo firmato a febbraio 2016, con l’inserimento di nuove tematiche, legate ad attività nelle scuole per educare studentesse e studenti a riconoscere e smascherare false notizie in rete, le fake news, e a riconoscere le fonti d’informazione attendibili.

Leggi i documenti qui.

Paul Horner, re delle fake news

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È di poche ore fa la notizia della morte di Paul Horner, 38 anni, noto per aver scritto e contribuito a diffondere false notizie che hanno influenzato le elezioni Usa. Le circostanze della sua scomparsa non sono ancora state chiarite. Guadagno 10000 dollari al mese grazie alle fake news, aveva dichiarato, poco meno di un anno fa al Corriere della Sera.

Qui l’intervista integrale pubblicata su La Lettura.

Democrazia partecipata: cosa fai per la tua città?

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Partecipazione dei cittadini alla gestione delle città, progettazione partecipata. Quali sono gli esempi di pratiche condivise tra amministrazione e cittadini sull’accoglienza, sulla cultura, sull’ambiente, la pulizia, la sicurezza, sugli spazi pubblici? Quante manifestazioni di gestione condivisa de proprio quartiere e del proprio comune ci sono? E quanto queste pratiche rispondono ai valori della nostra costituzione?

Gli ospiti del 27 settembre 2017

Massimo Tesei, del gruppo Forlì Città Aperta

Lucia Sguegliagiornalista

Luigi Bobbio, politologo ha insegnato Analisi delle politiche pubbliche all’Università di Torino, nei suoi libri, nelle sue ricerche si è occupato molto delle ricadute, degli impatti sociali ed economici dei grandi eventi e delle grandi opere. Tra i suoi libri citiamo I governi locali nelle democrazie contemporanee (Laterza, 2006) e La Tav e la Val di Susa (Allemandi, 2008)

Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale, è professore emerito nella Scuola Normale Superiore.  Ieri ha firmato sul Corriere l’editoriale: “L’Europa ha bisogno di una frontiera unica”. Tra i suoi libri, ricordiamo l’ultimo pubblicato dal Mulino: Dentro la Corte. Diario di un giudice costituzionale

Il libro da sfogliare: NON CHIEDERTI COSA IL TUO PAESE PUÒ FARE PER TE, CHIEDITI COSA PUOI FARE TU PER IL TUO PAESE

Il 22 novembre 1963, John Fitzgerald Kennedy viene ucciso mentre il corteo presidenziale percorre le strade della città di Dallas. È uno degli episodi più tragici, com
moventi e discussi della storia americana. A cinquant’anni da quella data, l’eredità culturale e politica della presidenza Kennedy continua a essere attuale e a infondere speranza e coraggio in tutto il mondo. Riaffermando con forza e passione i valori della pace e della cultura, della difesa dei diritti civili e della libertà, John Fitzgerald Kennedy ci invita non solo a immaginare un mondo migliore ma a prendere direttamente parte al cambiamento. Questo volume raccoglie i più importanti discorsi pronunciati nel corso del suo mandato, a cominciare da quello celebre d’insediamento che dà il titolo al libro. Le sue parole rappresentano un inno alla costruzione di una società più solidale e sono state fonte di ispirazione per più generazioni di cittadini grazie alla loro profonda carica emotiva e alla loro forza visionaria. Straordinario oratore, John Fitzgerald Kennedy è ancora oggi il punto di riferimento ideale per tutti coloro che credono che un mondo diverso e più giusto sia possibile e necessario.

Costruire insieme la città del domani. Ascolta la puntata

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#LaCittà oggi è a Bologna. Racconteremo un evento particolare che si terrà nel pomeriggio a Forlì: World Cafè, costruire insieme la città del domani. Parleremo del meccanismo della democrazia partecipata e in particolare cercheremo di indagare come funzionano le pratiche dell’immigrazione e dell’accoglienza, come le realtà locali affrontano questi temi, non solo attraverso teorie calate dall’alto, ma ascoltando le proposte dei cittadini.

Gli ospiti del 26 settembre 2017

Fausta Martino, esperta di world cafè e democrazia partecipata

Stefano Liberti, giornalista del quotidiano Il Manifesto, tra i suoi libri Land grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo e I signori del cibo, entrambi Minimum Fax

Moussie Zerai, sacerdote eritreo e presidente dell’agenzia Habesia per la cooperazione e lo sviluppo

Alì Tanveer, dell’associazione Next Generation

Raoul Mosconi, assessore alle politiche sociali di Forlì

Ascolta la puntata 

La piazza della città di radio3

La democrazia partecipativa a Napoli e in Italia: esperti a confronto sul blog dei costruttori

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«Nel patto sociale che regola le moderne democrazie vi è anche il principio che interventi significativi, modificativi dei territori e ambienti in cui le comunità sono insediate, siano condivisi ed accettati». Parte da questa premessa l’editoriale di Bruno Discepolo sulla democrazia partecipativa pubblicato oggi sul blog nagorà. «Di questa necessità si è fatto interprete il legislatore con l’approvazione del nuovo Codice degli Appalti, laddove ha espressamente previsto, che almeno nei casi più rilevanti, vi sia obbligatoriamente una fase di dibattito e confronto pubblico che preceda, e non accompagni semplicemente o addirittura registri successivamente, la selezione delle opere e dei progetti.  A Napoli – continua l’architetto – non mancano i casi in cui applicare una siffatta metodologia. Quello che, purtroppo, sembra mancare è uno spirito pubblico, un’etica della responsabilità che guidi chi è chiamati ad operare, nella direzione delle scelte verificate e condivise».

Continua a leggere sul Mattino

La costa dei lager: i centri di detenzione dei migranti in Libia, dove neanche l’Onu entra

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Mahmoud ha quasi quarant’anni, lavora per una società che si occupa della sicurezza delle aziende straniere a Zawhia, città nella parte occidentale della Libia, a circa 50 chilometri dalla capitale Tripoli. Siamo nella parte di paese solitamente indicata come “controllata dal governo di al-Sarraj”, quello riconosciuto internazionalmente, ma che invece è in mano a milizie contrapposte e bande armate che si spartiscono tutti i traffici illegali, compreso quello dei migranti.

Anche per percorrere le cinquanta miglia che separano Tripoli da Zawhia è meglio andare in barca, via mare: in automobile è troppo pericoloso. La strada costiera, rimasta chiusa più di due anni per gli scontri tra milizie rivali, ora è di nuovo aperta, ma una delle tribù della zona, quella dei Warshafana, organizza check point improvvisati per rapire le persone – e naturalmente gli stranieri valgono di più.

Leggi l’inchiesta di Francesca Mannocchi su L’Espresso

Virtual Volunteer, l’app della Croce Rossa per aiutare i migranti

(Foto: Emiliano Albensi/Croce Rossa)

La conoscenza vale come l’acqua e “informazione” significa aiuto: questo il concetto alla base sito lanciato da Croce Rossa Italiana e Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che aiuta le persone migranti — oltre 65 i milioni di persone costrette ad abbandonare la propria casa — a trovare le risposte adeguate.

La piattaforma smartphone-friendly che offre informazioni sui servizi disponibili presenti sul territorio si chiama Virtual Volunteer.
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