Monthly Archives: ottobre 2017

Automazione e innovazione aiuteranno o danneggeranno il lavoro? Ascolta la puntata

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Tra le tante, nuove paure, la paura del futuro, della tecnologia. Automazione e innovazione aiuteranno o danneggeranno il lavoro? Se ne parla da tempo, tra chi dice che il progresso distruggerà milioni di posti e di figure e chi invece crede si costruiranno nuove professionalità, altre opportunità. Difficile fare i conti di anticipo dei posti persi e quelli guadagnati, intanto stamattina cerchiamo di vedere qual è oggi lo scenario dell’innovazione in Italia, come funzionano gli incentivi per chi vuole investire, il rapporto tra pubblico e privato.

Gli ospiti del 9 ottobre 2017 

Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano

Gianni Toniolo, insegna alla School of European Political Economy della Luiss, tra i suoi libri “Storia economica dell’Italia liberale” (Il Mulino, 1988)

Luca De Biase, giornalista, blogger, scrittore, tra i suoi libri ricordiamo l’ultimo, per Codice edizioni, “Homo pluralis. Essere umani nell’era tecnologica”. Scrive oggi sul Sole 24 Ore “Il confine incerto tra libertà e sicurezza”

Vanni Codeluppi, sociologo dei media allo Iulm di Milano, autore del libro appena uscito “Blade Runner Reloaded” per Franco Angeli editore

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La piazza della città di radio3

Quale l’impatto dell’automazione sulle imprese?

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Quali saranno gli effetti della rivoluzione della  sull’occupazione? Le metodologie supportate dal software andranno a incidere sulla produttività degli impianti manifatturieri? In che modo l’ trasformerà la realtà della produzione nel 2017? Marco Comastri, General Manager EMEA di CA Technologies analizza i rischi e le potenzialità offerte dall’Industria 4.0.

Avendo la responsabilità dell’area EMEA per conto di CA Technologies ho la fortuna di viaggiare molto e di  entrare in contatto con persone di ogni genere, e non solo all’interno del settore IT. Ovunque io vada, l’automazione è un termine ricorrente nelle discussioni.

Oltre al tema dell’automazione, non passa quasi giorno in cui sulla stampa non si parli di robotica, dell’intelligenza artificiale (AI) e del machine learning.

Stiamo per entrare in quella che il World Economic Forum (WEF) ha definito “Quarta rivoluzione industriale”, o “Industria 4.0”. In linea con le rivoluzioni industriali che l’hanno preceduta, anche questi cambiamenti, incluso il diffondersi dell’automazione, hanno già iniziato a incidere profondamente sul mercato del lavoro.

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Industria 4.0, ecco le professioni vincenti

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L’impatto della tecnologia digitale sul lavoro non avrà effetti devastanti sull’occupazione, semmai comporterà la necessità per tutti i lavoratori di adeguare, e anche velocemente, le proprie competenze.
Se è vero infatti che molti lavori si avviano a scomparire per effetto dell’automazione dei processi produttivi è altrettanto vero che ne sono nati di nuovi. È quanto emerge da un’indagine dell’Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro, presentato al Festival del lavoro, in corso di svolgimento al Lingotto Fiere di Torino. L’analisi evidenzia che nel periodo 2012-2016 il saldo delle prime dieci professioni altamente qualificate “vincenti”, più richieste dalle imprese, è di +141,6 mila dipendenti. Le prime dieci professioni altamente qualificate che, nello stesso periodo, sono entrate in crisi, le ‘perdenti’, hanno invece bruciato 180mila posti di lavoro.

Alcune regioni del Sud (Sicilia, Puglia e Sardegna) si caratterizzano, per esempio, per una vocazione nelle professioni sanitarie riabilitative, mentre in Toscana crescono i tecnici del marketing (+1,6 mila) e scendono i bancari (-2,7 mila). La Lombardia si distingue invece per la crescita degli analisti e progettisti di software (+10,2 mila) e per la crisi dei segretari amministrativi (-8,2 mila).

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Pool industriale-Expointec, nasce un nuovo network per l’industria 4.0

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È stato inaugurato il nuovo portale poolindustriale.it con l’anteprima delle 100 mostre industria 4.0 di expointec.com, piattaforma gratuita in fase di prenotazione e sviluppo. Nasce così il primo sistema d’informazione settoriale internazionale per lo sviluppo innovativo dell’intero sistema industriale e manifatturiero, progettato dal team italiano del centro studi di mercato.

Fondato nel 1975, Pool Industriale cambiò il rapporto tra pubblicità̀ e comunicazione tecnico-commerciale per le aziende,realizzando il primo e unico “mass media” cartaceo distribuito gratuitamente a tutte le aziende italiane: la Rassegna, che contribuì allo sviluppo dell’intero mercato industriale italiano. Nel 1996 è̀ stato immesso in rete il primo portale italiano parallelo alla rassegna cartacea, apripista e ispiratore di tutti i portali successivi.

Oggi è nato un nuovo network Pool Industriale-Expointec per tutte le aziende. Il nuovo progetto è̀ un processo di revisione dell’intero mercato dei servizi teso a eliminarne tutti i vecchi limiti.

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Meno sensori e dati inutili: industria 4.0 funziona quando è semplice

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Meno complessità, meno sensori, meno costi e più capacità di andare al sodo. È questa l’industria 4.0 che oggi preferisce vendere ai propri clienti la Cpm di Beinasco, in provincia di Torino. Se non si rischiasse di entrare in loop terminologici, si potrebbe parlare di industria 4.1 o versione 2.0 dell’industria 4.0. La sostanza però non cambia: quando Massimo Bellezza, a capo della società nata dalle ceneri dell’indotto Fiat, andava a proporre la vasta gamma di tecnologie che identificano il cuore della nuova industria interconnessa, la reazione era di spavento, soprattutto se dall’altra parte della scrivania trovava i rappresentanti di piccole o medie imprese con impianti non ancora arrivati a fine vita. «Due anni fa tutti avevano paura dell’Industria 4.0», spiega Bellezza. Poi, col tempo, un sentiero percorribile è stato tracciato, le prime orme a rassicurare il cammino di chi arrivava dopo. «C’è stata un’evoluzione da allora – continua -. inizialmente si pensava al 4.0 pensando di riempire di sensori tutta la fabbrica. In realtà ci siamo accorti che già solo elaborando e gestendo i dati che si ricevono dal “campo” si può avere una casistica capace di coprire già quasi l’80% della diagnostica».

Leggi l’articolo di Fabrizio Patti su L’Inkiesta

Cos’è il progetto lavoro 4.0

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I diversi programmi di Industria 4.0 nascono come risposta all’esigenza di maggior efficienza e competitività della produzione industriale, ma comportano alcune azioni di grande rilevanza, soprattutto:

  • si modifica la “composizione organica” del capitale, il minor peso relativo della componete costo del lavoro determina il superamento della tendenza a scegliere la delocalizzazione verso aree a basso controllo sociale come unica misura per realizzare maggiore competitività.

  • Conseguentemente si rende possibile una riconsiderazione della ineluttabilità della precedente tendenza alla specializzazione duale del Mondo (non più software in USA e hardware in CINA e la CINA come manifattura del Mondo)

  • Esplode la centralità della efficienza logistica nei processi produttivi anche su scala locale e non solo nella direttrice est-ovest.

  • La qualità della conoscenza e la formazione continua diventano elementi strategici per lo sviluppo e la crescita.

  • Conseguentemente si prefigura una rinnovata vitalità potenziale delle aree di più antico sviluppo industriale e sociale.

Approfondisci sul sito della Cgil

Cos’è l’Industria 4.0 e perché è importante saperla affrontare

È stato uno dei temi caldi del 2016 e se ne parlerà ancora nel nuovo anno. Figlia della quarta rivoluzione industriale, porterà alla produzione del tutto automatizzata e interconnessa. Presenta rischi e opportunità: la perdita di 5 milioni di posti paventata dal World Economic Forum, ma anche lo sviluppo dello Smart Manufacturing. L’industria 4.0 scaturisce dalla quarta rivoluzione industriale. Non esiste ancora una definizione esauriente del fenomeno, ma in estrema sintesi alcuni analisti tendono a descriverla come un processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa. Secondo un recente rapporto della multinazionale di consulenza McKinsey le nuove tecnologie digitali avranno un impatto profondo nell’ambito di quattro direttrici di sviluppo: la prima riguarda l’utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettività, e si declina in big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione. La seconda è quella degli analytics: una volta raccolti i dati, bisogna ricavarne valore. Oggi solo l’1% dei dati raccolti viene utilizzato dalle imprese, che potrebbero invece ottenere vantaggi a partire dal “machine learning”, dalle macchine cioè che perfezionano la loro resa “imparando” dai dati via via raccolti e analizzati.  La terza direttrice di sviluppo è l’interazione tra uomo e macchina, che coinvolge le interfacce “touch”, sempre più diffuse, e la realtà aumentata:  per fare un esempio la possibilità di migliorare le proprie prestazioni sul lavoro utilizzando strumenti come i Google Glass. Infine c’è tutto il settore che si occupa del passaggio dal digitale al “reale”, e che comprende la manifattura additiva, la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-to-machine e le nuove tecnologie per immagazzinare e utilizzare l’energia in modo mirato, razionalizzando i costi e ottimizzando le prestazioni.

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MECSPE, un laboratorio sulla “via italiana all’industria 4.0″

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Mancano pochi giorni all’evento dei “LABORATORI MECSPE FABBRICA DIGITALE, La via italiana per l’industria 4.0”, i convegni itineranti promossi da Senaf per accompagnare le imprese nel percorso verso la digitalizzazione avviato dal Piano Nazionale Industria 4.0. La roadmap per raccontare l’alternativa italiana al modello industry 4.0 si terrà a Modena, lunedì 9 ottobre, presso la Camera di Commercio.

L’appuntamento offrirà numerose testimonianze di imprenditori e opinion leader, che racconteranno la propria esperienza nel processo di trasformazione in atto delle nuove fabbriche e si confronteranno in un talk sul futuro competitivo del manufacturing made in Italy. Al dibattito, introdotto dai saluti istituzionali da parte di Tiziana Ferrari (Direttore Generale Confindustria Emilia Area Centro), Alberto Papotti (Segretario Generale CNA Modena) e Carlo Alberto Rossi (Segretario Generale Lapam Confartigianato Imprese), sarà affiancata la presentazione di dati territoriali dell’Osservatorio MECSPE, con le analisi congiunturali e previsionali delle PMI dell’Emilia Romagna appartenenti al mondo della meccanica specializzata, della plastica e della meccatronica.

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