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Come funzionerà la nuova legge elettorale?

legge elettorale

Anche al Senato chiesta la Fiducia sul Rosatellum. Aldilà delle polemiche politiche e alla luce del dibattito costituzionale del passato, che legge elettorale sarà? Riuscirà a garantire la stabilità? O, come dicono molti ascoltatori, c’è il rischio che allontani ancora di più i cittadini dalla politica?

Gli ospiti del 26 ottobre 2017

Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale, è professore emerito nella Scuola Normale Superiore.  Ieri ha firmato sul Corriere l’editoriale: “L’Europa ha bisogno di una frontiera unica”. Tra i suoi libri, ricordiamo l’ultimo pubblicato dal Mulino: Dentro la Corte. Diario di un giudice costituzionale.

Paolo Pombeni professore emerito di Storia contemporanea all’Università di Bologna  il suo ultimo libro è La questione costituzionale in Italia Il Mulino (2016) 

Laura Bazzicalupo, insegna Filosofia politica all’Università di Salerno

Philip Willan presidente dell’Associazione Stampa Estera in Italia , giornalista britannico che ha lavorato in Italia per oltre 30 anni, specializzandosi nella guerra fredda e negli intrighi politici. Scrive da Roma per The Times.

 

Ma funzionerà, questa legge elettorale?

Sul Corriere della Sera il giurista Sabino Cassese si è chiesto se la legge elettorale che si sta votando in questi giorni alla Camera – il cosiddetto “Rosatellum”, dal nome del capogruppo del PD alla Camera, Ettore Rosato – sarà anche una legge “risolutiva”, cioè fatta per durare, o se, come spesso avvenuto negli ultimi tempi, tra non molto il Parlamento sarà nuovamente costretto a cambiarla (qui abbiamo spiegato come funziona il nuovo sistema). Cassese fa notare che mentre nel resto del mondo i sistemi elettorali sono molto stabili (si cambiano in rare occasioni e durano per decenni), l’Italia ha avuto in 150 anni di storia 12 sistemi elettorali diversi, tre soltanto nell’ultimo quindicennio, che passeranno a quattro se il Rosatellum dovesse essere approvato.

Il punto, però, è come capire se una legge elettorale funzioni. Secondo Cassese: «Per coloro che amano misurare la governabilità chiedendosi se la sera del voto il Paese saprà chi va al governo, la scelta in corso di discussione è deludente». Con l’attuale legge in discussione, infatti, ci sarà un vincitore certo soltanto se una delle coalizioni che si presenteranno otterrà molti più consensi dei suoi rivali, diciamo più del 40 per cento del totale dei voti espressi. D’altro canto, con un elettorato diviso in maniera più o meno equivalente tra tre forze politiche differenti, è molto complesso inventare una legge elettorale che garantisca la maggioranza del parlamento a un’unica forza che nel paese è una minoranza.

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Legge elettorale, via libera alle cinque fiducie in Senato

Via libera dell’Aula del Senato alle cinque fiducie chieste sul “Rosatellum”. Il via libera alla fiducia all’articolo 1 (che riguarda il sistema elettorale della Camera) è arrivato con 150 sì. L’ok sull’articolo 2 (con le norme sull’analogo sistema di voto per il Senato) ha registrato 151 sì. Quello sull’articolo 3 (con la delega al Governo per la determinazione dei collegi) 148. In tutti e tre i casi i no sono stati 61. La fiducia sull’articolo 4 (con l’elenco dei documenti da depositare in nome della trasparenza) ha incassato 150 sì e 60 no. La fiduicia sull’articolo 6 (con le norme transitorie ha avuto 145 sì e 17 no.

Decisivi i 13 senatori verdiniani. In occasione del terzo e quarto voto di fiducia, senza i senatori di Ala il numero legale non sarebbe scattato. L’Aula ha approvato l’articolo 5 (con la clausola di invarianza finanziaria) senza fiducia, con voto elettronico. Il ricorso alla fiducia è stato deciso dal governo dopo una rapida supervisione degli emendamenti che sono stati depositati per l’Aula, molti dei quali si prestavano ad essere votati a scrutinio segreto.Giovedì mattina, a partire dalle 9.30, sono previste le dichiarazioni di voto. A seguire il voto finale elettronico sul provvedimento previsto entro le ore 11.

Andrea Gagliardi sul Sole24ore