Monthly Archives: ottobre 2017

Andare a prendere i bimbi a scuola, per legge o per amore? Ascolta la puntata

scuola bimbi

I minori al di sotto dei 14 anni devono aspettare un genitore o un adulto delegato all’uscita di scuola e non possono tornare a casa da soli, lo dice la legge, e non da oggi. La discussione torna però d’attualità dopo la sentenza della Cassazione su un terribile caso di molti anni fa e dopo che l’intervento della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha ribadito questo obbligo per legge. Ma è una legge ancora valida o risponde a un’idea ormai lontana e anacronistica della società, dal momento che i tempi e le vite e delle famiglie di oggi sono diverse e non si conciliano più tra loro allo stesso modo? E cosa comporta per l’educazione all’autonomia dei ragazzi questo rallentare il tempo in cui si diventa grandi?

Gli ospiti del 27 ottobre 2017

Giorgio Rembado, presidente dell’ANP, associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola
Maria Rita Parsi
, psicopedagogista, psicoterapeuta e scrittrice, presidente della Fondazione Fabbriche della pace – Movimento Bambino onlus
Antonella Prisco
, ricercatrice del CNR, Iistituto Scienze e tecnologie della cognizione del gruppo di ricerca “la città dei bambini”
Anna Maria Marzorati
, dirigente dell’ufficio scuola dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, coordina gli istituti scolastici dove si insegna italiano
Riccardo Noury
, portavoce di Amnesty International Italia, presenta la campagna contro il bullismo

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«Così vengono su dei bamboccioni»

Buon giorno, mia figlia ha frequentato le medie in un altro comune, si muoveva con un autobus di linea in autonomia, come lei molti altri adolescenti. Occorre decidere la linea guida per il Paese, che non può solo dire «non si fa» senza offrire servizi in alternativa al solito vecchio pensiero della mamma-casalinga sempre a disposizione. In Italia le donne che lavorano sono lottatrici ma non fanno miracoli!
Nadia

Salve, sono Emanuele Pellizzari. Genitore di tre ragazzi, di cui due alle medie. Pago circa 48 mila euro all’anno di IRPEF. Mia moglie lavora. Francamente, non è possibile andare a prendere i ragazzi a scuola, e la circolare dell’illuminato responsabile, è un’offesa all’Italia che lavora. Se i miei ragazzi non li fanno uscire, allora li lascio li e vado a prenderli alle 18, vediamo chi li tiene nel frattempo. E quando i Carabinieri verranno ad arrestarmi, allora lo stato italiano, perderà un bel contribuente.

Ma perché tutta questa voglia di farli diventare GRANDI???

Dalla prima elementare andavo da solo girato l’angolo di via Tolstoi, a Milano,trovavo ad aspettarmi il figlio di un notaio napoletano dall’ insolito nome di Ambrogio, attraversavamo due strade (il traffico era nulla rispetto ad oggi) sia all’andata che al ritorno al ritorno, il giorno del mercato, ci fermavamo a guardare il quadro (rimasto) invenduto dove una donna bionda statuaria suonava il violino. E siccome il velo che la copriva non nascondeva le grazie della violinista ridevamo; senza sapere bene il perché.

Buongiorno… Una vergogna cresciamo dei deficienti non gli adulti di domani … Se i ns figli sono dei bamboccioni è colpa in primis dell’arretratezza culturale di presidi e ministri!!!! Nella scuola di mio figli IC G. IMPASTATO -Roma (Ponte di Nona) da quest’anno uscita solo accompagnati… Nonostante le forti proteste dei genitori e nonostante la scuola disti meno di 200 metri da tutti i condomini del quartiere… Ragazzi di 12 e 13 anni!!! Abbiamo presentato migliaia di soluzioni al D.S. ma niente un muro di gomma … Ma se la scuola non comprende i bisogni di autonomia dei ragazzi come si può sperare che sia in grado di dargli gli strumenti adatti X crescere? Barbara Q.

Leggi sul Corriere della Sera

vietato tornare a casa da soli per minori di 14 anni? Come si potrebbe uscire dall’impasse

Molte discussioni, o meglio, molte preoccupazioni ha generato la sentenza della Corte di Cassazione(n. 21593 del 19.09.2017) che ha rilevatola responsabilità della scuola per l’infortunio mortale occorso ad un bambino di 11 anni investito da un autobus all’uscita da scuola. Tanto che dall’evento è nata una circolare che a oggi, in molte scuole italiane, vieta agli alunni minori di 14 anni di tornare a casa da soli dopo il suono dell’ultima campanella. Cerchiamo di fare chiarezza, ovvero di analizzare quel che la sentenza ha veramente detto.

La Corte, dopo avere richiamato quanto espressamente disposto dal Regolamento d’istituto, ha affermato: «… a carico del personale scolastico (corre) l’obbligo di far salire e scendere dai mezzi di trasporto davanti al portone della scuola gli alunni, compresi quelli delle scuole medie, e demandano al personale medesimo la vigilanza nel caso in cui i mezzi di trasporto ritardino». E aggiunge: «Sulla scorta di quanto prescritto nel richiamato regolamento scolastico (…) l’attività di vigilanza della quale l’amministrazione scolastica era onerata non avrebbe dovuto arrestarsi fino a quando gli alunni dell’istituto non venivano presi in consegna da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza, nella specie quella del personale addetto al trasporto».

 

Giovanni Battista Diciocia su TuttoScuola