Monthly Archives: novembre 2017

Inno di Mameli e Leonardo: conosciamo i nostri simboli?

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Lo sapevamo tutti che l’Inno d’Italia è stato provvisorio per 71 anni?  Un insegnante di musica questa mattina ci ha raccontato alcune curiosità sull’inno Mameli, tra cui la più evidente: l’inno fu scelto nel 1946 come provvisorio, ma da allora in poi nessuna legge lo aveva reso definitivo fino ad oggi, con la commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama che ha approvato il provvedimento che lo istituzionalizza. E poi la questione del Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, che è stato venduto all’asta a New York. Due simboli della nostra cultura, apparentemente molto differenti, ma entrambi parte integrante della nostra storia. Quanto li conosciamo? Quanto serve collegare i simboli del nostro patrimonio culturale e identitario in questo particolare momento storico?

Gli ospiti del 16 novembre 2017

Gianluca Tarquinio  musicologo, nel 2015 ha pubblicato per le edizioni Kirke Il canto degli italiani. Storia e discologia dell’inno nazionale italiano (1901-2011). Con CD Audio

Andrea Penna conduttore Radio3Suite

Maurizio Ridolfi, insegna Storia contemporanea all’Università della Tuscia. Si interessa di storia della politica e in particolare della sua dimensione simbolico-rituale, con approccio comparativo euro mediterraneo. Tra i suoi saggi ricordiamo Le feste nazionali (2003), Rituali civili. Storie nazionali e memorie pubbliche nell’Europa contemporanea (2006), Italia a colori. Storia delle passioni politiche dalla caduta del fascismo ad oggi (2015).

Costantino d’Orazio,  storico dell’arte, saggista, autore di libri su Caravaggio, Leonardo, Michelangelo, curatore per il Macro di Roma,  collabora anche con Radio3: ricordiamo per “Museo Nazionale” la puntata del 24 gennaio 2015 dedicata all’Uomo Vitruviano. Tra i suoi libri Leonardo segreto: Gli enigmi nascosti nei suoi capolavori (2014).

Francesco Palumbo, Direttore della Direzione Generale Turismo del Mibact

LA STRANA STORIA DELL’INNO DI MAMELI

Strana storia quella dell’Inno Nazionale italiano.
Il testo lo ha scritto nel 1847 un ragazzo genovese di vent’anni, Goffredo Mameli. Un altro genovese, Michele Novaro, lo ha messo in musica poco dopo.
Sono gli anni del Risorgimento, il periodo in cui sotto la guida di personagg_mameligi come Garibaldi, Mazzini, Cavour, l’Italia comincia la lotta che la porterà alla sua definitiva unificazione.
Goffredo Mameli è un giovanissimo poeta e combattente (un eroe romantico?) che partecipa entusiasticamente alle battaglie di quegli anni.
Nel 1849 è a Roma, dove è nata la Repubblica Romana.
A Roma combatte al fianco di Garibaldi contro i francesi  e, ferito ad una gamba, muore per la cancrena, all’età di 22 anni. Il canto di Mameli-Novaro (noto con il nome di “Fratelli d’Italia”, dalle parole del primo verso) fu subito accettato dai giovani combattenti del Risorgimento come il loro Inno nazionale.

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Lo sapevate che l’Inno di Mameli non era l’inno ufficiale italiano? Da oggi lo è

Bruco, il degrado del fratello minore

“Apprendo con grande soddisfazione che anche il Senato della Repubblica, dopo il via libera della Camera dei Deputati, ha approvato all’unanimità la proposta di legge per il riconoscimento del “Canto degli Italiani” di Mameli quale inno ufficiale della Repubblica”, lo dichiara il sindaco di Genova Marco Bucci dopo il voto di oggi in Senato .

“Un atto che valorizza ancora di più quello che per tutti gli italiani è “Fratelli d’Italia” composto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro, entrambi genovesi, ed eseguito per la prima volta a Genova il 10 dicembre 1847 – continua il sindaco -. Il nostro impegno, adesso, sarà quello di valorizzare ancora di più la figura di Mameli e quella di Genova come città dell’Inno d’Italia”.

Simbolo del Risorgimento e dell’Unità nazionale, nel 1946 un provvedimento del governo lo ha adottato provvisoriamente come nostro inno. Da allora si attendeva un intervento legislativo.

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Il presidente del Monaco calcio mette all’asta un Leonardo da Vinci da 200 milioni di euro

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Il presidente del Monaco, il multimiliardario russo Dimitri Rybolovlev, ha deciso di mettere all’asta uno dei gioielli della sua collezione privata. Si tratta del «Salvator Mundi», rappresentazione del Cristo attribuita a Leonardo Da Vinci, l’unica opera al mondo dell’artista che appartiene ad una collezione privata e non ad un museo. La basa d’asta è fissata in 100 milioni di dollari. La gara è prevista oggi a New York, da Christie’s.

Il «Salvator Mundi», che è stato attributo a Leonardo dopo un complesso e complicato iter che ha portato anche a due fasi di restauro (in un primo momento si credeva fosse di un allievo del Maestro), è un’opera dalla storia affascinante, appartenuta a re e conquistatori, tra cui Carlo I d’Inghilterra.

Rybolovlev l’aveva acquistata da un commerciante d’arte svizzero, Yves Bouvier, che l’aveva comprata per 80 milioni di dollari e con il quale è in atto un complesso contenzioso giudiziario del quale si sta occupando la giustizia del Principato di Monaco. Attualmente il valore dell’opera è stimato intorno ai 200 milioni di euro.

Giulio Gavino su La Stampa