Monthly Archives: novembre 2017

Togliere il voto ai vecchi?

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Berlusconi parla del ministero della terza età e un nostro ascoltatore, commentando la notizia, lancia una provocazione: togliamo il voto agli anziani! Questa mattina facciamo un azzardo e partiamo da questa provocazione inaccettabile per parlare del rapporto tra vecchi e politica. Ma non solo. Quanto è invecchiata la nostra popolazione? Come è cambiata la sensibilità nei confronti della terza età? In che modo questa fase della vita è attiva e creativa tanto quanto le altre?

Gli ospiti del 20 novembre 2017

Fausto Colombo, insegna Sociologia della comunicazione e Teoria e tecniche dei media all’Università alla Cattolica di Milano, è coordinatore di un’indagine interdisciplinare di due anni su: “Non mi ritiro, l’allungamento della vita, una sfida per le generazioni, un’opportunità per la società”. Ha scritto Il paese leggero. Gli italiani e i media tra contestazione e riflusso (Laterza, 2012) e Il potere socievole. Storia e critica dei social media (Bruno Mondadori, 2013)

Roberto Bernabeipresidente dell’associazione Italia Longeva, direttore del polo Direttore del Polo Scienze dell’ Invecchiamento, Neurologiche, dell’Università Cattolica di Roma. Medico geriatra

Sergio Noto, insegna Storia Economica all’Università di Verona, cura un blog sul Fatto quotidiano ed è editorialista del Corriere Veneto

Barbara Alberti  scrittrice, l’ultimo libro (ironico) è uscito per Nottetempo e s’intitola  Non mi vendere, mamma!

Stefano Laffi, ricercatore sociale per l’agenzia “Codici”, autore, tra gli altri titoli, La congiura contro i giovani. Crisi degli adulti e riscatto delle nuove generazioni (Feltrinelli 2014); ha pubblicato per Feltrinelli Quello che dovete sapere di me. La parola ai ragazzi, una raccolta di un centinaio di lettere di adolescenti che parlano di sé (tra i 16 e i 21 anni).

ARRIVANO I “GIOVANI ANZIANI”, UN ESERCITO CHE SOSTIENE LA SOCIETÀ

La società cambia e le relazioni familiari e la vita delle persone si adeguano a questi mutamenti. Il Centro Studi sulla famiglia dell’Università cattolica di Milano da sempre attento interprete dei fenomeni sociali e dopo aver individuato fenomeni come “la famiglia lunga del giovane adulto”, come nuova forma familiare, e appunto il “giovane adulto” come nuova fase del ciclo di vita delle persone, sta compendo degli interessanti approfondimenti su una nuova età della vita, quella dei “giovani anziani” profilo di cui fanno parte sempre più persone  che mostrano forte attenzione agli altri, dai nonni ai caregiver, cioè coloro che si prendono cura di persone più anziane di loro (spesso gli stessi genitori ancora in vita), o di malati o di soggetto comunque bisognosi di aiuto, sino ai volontari, sempre più numerosi in queste fasce d’età.

Giovanna Rossi e Donatella Bramanti, hanno svolto un’interessante sviluppo di riflessione con un’ampia ricerca di Ateneo realizzata in Università Cattolica tra il 2013 e il 2014 e intitolata  “Non mi ritiro: l’allungamento della vita, una sfida per le generazioni, un’opportunità per la società” (che ha consentito la raccolta di informazioni su 900 anziani tra i 65 e i 74 anni), L’ approfondimento sugli scambi tra generazioni  ha mostrato risultati interessanti sul tema della solidarietà intergenerazionale.

Orsola Vetri su Famiglia Cristiana

Berlusconi agli anziani: se vinco farò il ministero della terza età

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Silvio Berlusconi vuole il voto degli anziani, suo storico bacino. In un messaggio video al congresso nazionale di Federanziani il leader di Forza Italia annuncia che il centrodestra dovesse vincere le elezioni “ci sarà una novità importante quella di un ministero della terza età”.

L’ex Cav torna a cavalcare anche un altro suo storico cavallo di battaglia sul tema delle pensioni. “Riteniamo moralmente doveroso aumentare i minimi pensionistici a 1000 euro al mese per tredici mensilità”, dice aggiungendo che ciò deve valere anche “per le nostre mamme che hanno lavorato tutti i giorni a casa e che devono poter avere la possibilità di trascorrere una vecchiaia serena e dignitosa”. Nel discorso aperto con la frase “cari coetanei” prende un impegno in prima persona a mettere queste misure come primi provvedimenti del nuovo governo, se gli italiani “come credo” ci daranno il compito di governare. Misure che secondo Berlusconi si rendono necessarie anche perché la vita “per fortuna” si allunga con prospettive future anche “fino ai 125 anni”. Una prospettiva definita “affascinante” ma allo stesso tempo che crea “diversi problemi” visto che le persone “le persone devono poter invecchiare in salute ma anche in sicurezza economica” ed oggi “nessun anziano può vivere dignitosamente con 500 euro”.

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