#SbloccaIlCoraggio: giornata internazionale contro la violenza sulle donne

xxxx

Molte telefonate stamattina, come un tappo che salta. La violenza sulle donne, i casi di cronaca di questi giorni, la mobilitazione mondiale contro le molestie, il dibattito sulla differenza tra abuso e stupro, il rapporto tra i sessi, l’educazione dei figli maschi, i centri antiviolenza. Domani è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e le domande, i dubbi, le cose da affrontare si mescolano e moltiplicano.

Gli ospiti del 24 novembre 2017

Luisanna Porcu, Consigliere di Dire, donne in rete contro la violenza, Presidente del centro antiviolenza “Onda Rosa” di Nuoro

Ida Dominianni, editorialista di Internazionale, già firma storica del Manifesto tra i suoi libri ricordiamo “Il trucco: sessualità e biopolitica nella fine di Berlusconi” Ediesse

Federica Seneghini, giornalista del Corriere della Sera, ha curato il test interattivo “Secondo voi questa è una molestia”, comparso sul sito del Corriere il 14 novembre scorso. 10 ritratti, 10 domande, poi le risposte di un magistrato (Fatti raccontare come è nata l’idea, come hanno strutturato il test, quanti accessi hanno avuto, che risultati/reazioni)

Elisa Giomi, insegna Sociologia della Comunicazione e dei media all’Università Roma Tre. Ha scritto numerosi studi sui linguaggi e pubblici televisivi e sulle rappresentazione di genere nei media. Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo: Gender e media (edizioni Pigreco) e, appena uscito per il Mulino e firmato con Sveva Magaraggia: Relazioni brutali. Genere e violenza nella cultura mediale

Luigi Campagner, psicanalista, co-fondatore con Carlo Arrigone dei Centri Artemisia e Kirikù per donne e madri in disagio, vittime di violenza e minori (bambini e adolescenti), fanno parte della rete dei centri antiviolenza nella zona di Lecco e Lodi

Un commento

  • Questa mattina ascoltando Tlcnp, mi sono fatto delle domande. Se mi è chiaro che l’esercizio di un potere nei confronti di un’altra persona a fine sessuale è almeno una molestia, tutto quello che avviene prima e che neppure implica che vi sia poi un atto pratico, ovvero un modo di pensare, dove nasce? Nell’educazione, direte, nei rapporti sociali che vedono l’uomo come centrale, nel ruolo, nel codice civile e penale quando non tutela a sufficienza i comportamenti, ecc. ecc. Questo mi va bene e una persona come me che ha vissuto il ’68 sa bene cosa c’era prima e cosa cominciò dopo, anche in termini di coscienza politica dei rapporti tra uomo e donna. Quello che non mi è chiaro è come venirne fuori in fretta da questa situazione che comunque si è prolungata, anche se l’educazione nelle famiglie in parte è cambiata, anche se le molestie emergono, anche se c’è una sensibilità maggiore. Magari ora alcune cose sono più evidenti, però la violenza è forte nei rapporti tra uomo e donna, le questioni legate all’amore e al possesso sono lontane dall’essere risolte e, credo, che senza un convergere di azioni non ci siano possibilità di avere un’etica sociale, un comportamento che tolga quell’esercizio di potere, che lo renda universalmente deprecabile. Credo che gli uomini, a partire da me naturalmente, dovrebbero chiedere scusa, di quanto nelle loro vite sia comunque andato verso un giustificare, se non un esercitare, quel potere, e dovrebbero porsi il problema di come cambia una società quando i generi diventano pari, e se la scelgono, fare abiura di ciò che è stato prima e comportarsi di conseguenza. Agire come se le cose che si dicono e si pensano siano vere, cambia radicalmente e non in una giornata, ma sempre. Alle donne chiedo scusa e auguro loro che assieme possiamo essere migliori, anche per egoismo, perché una società più eguale è migliore per tutti.

Rispondi a Roberto Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *