Glifosato: un pesticida che si può usare?

pesticida

Il Glifosato è l’erbicida più diffuso al mondo, una sostanza potenzialmente cancerogena eppure molto usata in agricoltura. L’Unione Europea rinnova l’autorizzazione per l’uso di questo diserbante che nei mesi scorsi ha provocato attenzione, curiosità, preoccupazione. L’Italia vota contro, la Germania a favore, e questo secondo alcuni rivela il ruolo delle multinazionali e gli equilibri di potere in Europa. Non c’è però solo da capire se il glifosato fa male o no, e chi ci guadagna. C’è anche da discutere un modello di informazione, di capire come si sviluppa il dibattito pubblico tra verità, mezze verità e menzogne.

Gli ospiti del 28 novembre 2017

Donatello Sandroni agronomo ed ecotossicologo, giornalista, da 30 anni si occupa di agricoltura e di destino e comportamento ambientale degli agrofarmaci (pesticidi) sta scrivendo un libro sul glifosato

Maria Grazia Mammucini, portavoce della coalizione italiana #StopGlifosato (ne fanno parte le associazioni agricoltura biologica: Federbio, Aiab e Assoc. Biodinamice, le principali associazioni ambientaliste come Wwf, Legambiente, Lipum, Slowfood)

Remo Bodei, filosofo

Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale. Ha scritto sul sito il pezzo “La lezione di Alessandro Leogrande”, ricordo dello scrittore, giornalista, collaboratore e amico di Radio3 scomparso l’altro ieri a soli 40anni

Un commento

  • Marco da Padova

    Non ho le basi scientifiche per fare una analisi approfondita ma vorrei ricordarvi che tutt’ora la semina viene preceduta da una sistematica azione di diserbo chimico con il glifosate che, nel caso di apposite sementi ogm, ha anche fasi successive.
    Quindi da orticoltore per hobby, mi chiedo quanta di queste sostanza di sintesi finisce poi nella pianta e da noi mangiata? Di sicuro molta.
    Ora chiedere all’oste se il vino è buono, come sostenuto dal dott. Sandroni, non mi sembra il metodo migliore per mettere al sicuro la nostra salute e la salute del terreno.
    Il tutto poi a che scopo? Per una maggiore produttivita’ quando sappiamo tutti che gli agricoltori sono ormai alla fame a causa dei prezzi bassissimi delle derrate effetto della produzione eccessiva?
    Scusate ma i conti non mi tornano, anche alla luce della mia esperienza orticola che occupa gran parte del mio tempo libero proprio perchè non mi fido piu’ di quello che mangio.
    Marco Vitali.

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