La minaccia del conformismo fascista che ricorda gli anni Venti

Il caso di Como inquieta più della violenza di Ostia. Pochi fotogrammi di un video che ci mostrano il ritorno di una destra fascista che si sente nel pieno diritto di cittadinanza democratica. La scena che abbiamo documentato è surreale. Ed è destinata a ripetersi ancora. Perché ci mostra il salto di qualità che i gruppi neonazisti stanno facendo in Italia, coscienti che la pregiudiziale contro di loro è caduta e che a destra ormai il ritorno di slogan, sigle e simboli che credevamo sepolti dalla storia è considerata normale da molti italiani.

Accade qualcosa di simile a ciò che avveniva negli anni Venti, quando ancora ripetevamo che non c’era alcun pericolo. Che tutto era normale. Che si trattava di gruppi isolati.
Ecco, un gruppo “isolato” di Skinhead è partito dal Veneto per una trasferta “ideologica” nel comasco.

Si tratta di uno dei gruppi neofascisti più antichi e forti della destra estrema italiana. Non hanno in mente di menare le mani, ma di spaventare le menti. Di interrompere la vita democratica del Paese comparendo dal nulla, di congelare per qualche minuto il diritto di discussione durante una riunione di “Como senza frontiere”, una rete che unisce decine di associazioni che si occupano di migrazioni. Siamo a Como al chiostrino di Santa Eufemia.

Tommaso Cerno su Repubblica

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