Monthly Archives: dicembre 2017

Reddito di inclusione, un provvedimento sociale

reddito di inclusione

Entra oggi in vigore il REI, il reddito di inclusione, uno strumento di contrasto alla povertà per tutelare le fasce più deboli della società che introduce un nuovo diritto, nel rispetto dell’articolo 3 della nostra Costituzione. Molti analisti e osservatori lo salutano come un provvedimento importante, ma non mancano le voci critiche circa l’efficacia di questa misura. Di cosa si tratta esattamente, cosa significa per i Comuni che si dovranno attivare, quanti soldi ci sono in ballo?

Gli ospiti del primo dicembre 2017

Cristiano Gori, insegna Politica sociale nel dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento. È consulente scientifico dell’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano. Ha ideato anche il Network Non Autosufficienza (NNA), di cui è coordinatore, e l’Alleanza contro la povertà in Italia, della quale cui è coordinatore scientifico. È responsabile scientifico dei rapporti annuali Caritas sulle politiche contro la povertà in Italia. Collabora col Sole 24 ore.

Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, responsabile Welfare e Politiche sociali dell’Anci

Magda Zanoni, senatrice del PD, relatrice della legge di Bilancio

Stefano Toso, insegna Scienze delle Finanze all’Università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni: Reddito di cittadinanza o reddito minimo? (Il Mulino, 2016)

Michele Ainis, costituzionalista, insegna a Roma Tre, editorialista di Repubblica. Il suo ultimo libro è La Costituzione e la Bellezza (con Vittorio Sgarbi, La Nave di Teseo, 2017)

Il ReI da luglio 2018 elimina le categorie e va verso l’universalismo

La legge di Bilancio trasforma il reddito di inclusione prima ancora che esso debutti, dando un’accelerazione netta verso l’universalismo. Oggi il ReI, come è disegnato dal decreto legislativo del 15 settembre 2017 n. 147 (in GU il 13 ottobre scorso) e come partirà dal 1 gennaio 2018, è una misura che tende esplicitamente all’universalismo, cioè a raggiungere tutte le persone in condizioni di povertà assoluta, ma ancora non lo realizza. C’è un tema di risorse: la dotazione prevista dal decreto per il Fondo Povertà (1.759 milioni di euro nel 2018 e in 1.845 milioni di euro annui a decorrere dal 2019) rende possibile arrivare a 1,8 milioni di individui, cioè il 38% del totale della popolazione in povertà assoluta (pari a 4,7 milioni di persone). E c’è soprattutto un tema di categorie: il ReI è riservato a famiglie con almeno un minore o un figlio adulto disabile o una donna in stato di gravidanza, oppure che abbiano al proprio interno un over55 disoccupato da almeno tre mesi. «Di fatto, il profilo attuale della misura dividerà i poveri in due gruppi: quelli di serie A che riceveranno il ReI, e quelli di serie B che non lo riceveranno. Tale discriminazione può essere compresa solo se è temporanea, solo se è un primo passo nella prospettiva di un progressivo ampliamento dell’utenza. Altrimenti risulta complicato motivare per quali ragioni alcuni indigenti meritino un sostegno pubblico e altri no», aveva denunciato l’Alleanza contro la Povertà nelle scorse settimane.

Sara De Carli su Vita

Reddito d’inclusione, come fare per ottenerlo

Dal 1 Gennaio 2018 parte il reddito di inclusione socialeil nuovo sussidio economico introdotto con l’approvazione della legge delega contro la povertà. Le domande potranno essere presentate dal 1° dicembre 2017 – tranne per il Comune di Roma in cui potranno essere presentate dal 5 dicembre (forse per una cattiva organizzazione dell’amministrazione capitolina?)-.

La domanda dovrà essere presentata presso i punti di accesso che verranno preparati dai Comuni. Il Comune invierà poi la domanda all’Inps che dovrà rispondere entro 5 giorni dal ricevimento della documentazione. Se approvato, l’assegno REI verrà erogato a partire dal mese successivo a quello di approvazione della domanda.

Come funziona? Il reddito di inclusione sociale è composto da due parti: un assegno mensile e un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo. L’assegno mensile dipende dalla dimensione del nucleo familiare e dalla distanza del reddito familiare da una soglia di accesso. L’assegno verrà erogato per 18 mesi. E’ rinnovabile per non più di 12 mesi, ma tra la conclusione e l’inizio del Rei successivo dovranno passare almeno 6 mesi.

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Reddito di inclusione 2018: domanda dal 1° dicembre, requisiti e normativa

extAl via dal 1° dicembre 2017 le domande di accesso al Reddito di inclusione 2018, la nuova misura di lotta alla povertà. Il sussidio sociale REI è stato introdotto dal decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, emanato in attuazione della legge-delega 15 marzo 2017 con decorrenza dal 1° gennaio 2018.

Le domande di accesso al Reddito di inclusione vanno presentate, come detto dal 1° dicembre, presso il proprio comune. Ma andiamo a veder nel dettaglio come presentare domanda, i requisiti, gli importi del REI e tutte le altre caratteristiche. Il Reddito di Inclusione (REI) è una misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, che è stata introdotta D. lgs. 147/2017 in sostituzione della SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva) e ASDI (Assegno Sociale di Disoccupazione).

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