Monthly Archives: dicembre 2017

Equo compenso e futuro del lavoro

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L’equo compenso è legge: ma non tutti lo sanno. Perché? Cosa comporta questo compenso equo? C’è chi lo accusa di penalizzare soprattutto i giovani professionisti. E quindi tocchiamo anche il nodo dell’immissione nel mondo del lavoro, della disoccupazione (prevalentemente giovanile) e della qualificazione professionale. E c’è chi addirittura dice che in Italia studiare non conviene, perché la “laurea” – contrattualmente parlando – vale come un diploma e chi ha la terza media trova più facilmente lavoro di un laureato. Viaggio nel mondo del lavoro, con le vostre testimonianze e le vostre storie.

Gli ospiti del 4 dicembre 2017

Marina Calderone presidente Cup nazionale, il Comitato unitario degli ordini e dei collegi professionali nonché presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro

Carola Frediani giornalista della Stampa

Anna Zanoni Fiom Padova

Marco Gervasoni, insegna Storia contemporanea all’Università del Molise e alla Luiss di Roma, il suo ultimo libro, La Francia in nero. Storia dell’estrema destra dalla Rivoluzione a Marine Le Pen (Marsilio, 2017)

Alessandro Fiorelli amministratore delegato Job Pricing

Marco Gervasoniinsegna Storia contemporanea all’Università del Molise e alla Luiss di Roma, il suo ultimo libro, La Francia in nero. Storia dell’estrema destra dalla Rivoluzione a Marine Le Pen (Marsilio, 2017)

Mariuccia Salvati, docente di Storia Contemporanea all’Università di Bologna, che parla dell’art. 4 della Costituzione

Perché un giovane su due è convinto che guadagnerà meno dei genitori (e ha ragione)

Meno stabili, meno ascoltati e, soprattutto, meno retribuiti. I giovani italiani sono tra i più pessimisti d’Europa sulle proprie aspettative salariali, sia rispetto ai coetanei internazionali che nel confronto con il primo termine di paragone domestico: i genitori. Un’indagine di Monster, una piattaforma online per la ricerca di lavoro, ha evidenziato che circa il 50% degli intervistati italiani ritiene che guadagnerà una cifra «inferiore o molto inferiore» rispetto alle generazioni precedenti. Una quota più elevata di quella registrata in economie Ue come Finlandia (24%) e Francia (27%), per scendere al 17% sul mercato degli Stati Uniti.

Il disagio nei confronti di una retribuzione inadatta alle proprie competenze sembra riflettersi anche nella crescita dello scoraggiamento vero e proprio, cioè nella tendenza a non cercare lavoro in maniera attiva. Secondo dati Istat, il tasso di «mancata partecipazione» (la quota di chi è disponibile a lavorare, ma non si muove in autonomia) è cresciuto del 9,5% tra 2007 e il secondo trimestre 2017, fino a rappresentare il 26,1% della forza lavoro nella fascia 25-34 anni.

Alberto Magnani sul Sole24ore

Nel 2017 ben 1 contratto su 2 va a laureati e diplomati

Laurea o diploma valgono la metà dei contratti di lavoro che le imprese hanno già stipulato o intendono stipulare entro il 2017. Ma per un laureato su tre e un diplomato su 5 le difficoltà nel trovare il candidato giusto non mancheranno. Queste alcune delle indicazioni provenienti dal Sistema informativo Excelsior, che Unioncamere realizza in collaborazione con Anpal, relative ai programmi occupazionali delle imprese dell’industria e dei servizi per l’anno in corso. Dello studio si è discusso questa mattina a Verona, nell’ambito di Job&Orienta, la mostra convegno nazionale dedicata a orientamento, scuola, formazione, lavoro.

“Le Camere di commercio -ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello- sono in moto per dare il proprio contributo ad abbattere le distanze tra sistema formativo e realtà produttiva. Gli sportelli che si stanno costituendo sul territorio in tutte le Camere di commercio e che opereranno per potenziare i percorsi di alternanza scuola-lavoro, l’orientamento e lo sviluppo di servizi telematici a supporto dei processi di placement svolti dalle Università, sono la nostra risposta a una esigenza di miglior raccordo tra formazione e mondo del lavoro, per accrescere l’occupabilità dei giovani”.

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