Perché esibire i simboli del passato?

nazi

Firenze. Una bandiera del secondo Reich sventola da una caserma. E mentre il giovane carabiniere rischia delle sanzioni noi ci interroghiamo sull’uso dei simboli. Alcuni ascoltatori dicono che si è fatto tanto rumore per nulla, invece un altro dice che gesti come questi vanno condannati, come accade in Germania dove è vietato esporre simboli neonazisti. Bandiere sono simboli che vengono dal passato ma che mantengono legame con il presente: perché esibire la bandiera del secondo Reich? Che significato hanno queste recrudescenze?

Gli ospiti del 5 dicembre 2017

Matteo Calì direttore de IlsitodiFirenze e autore del video che ha ripreso dall’esterno la caserma con le immagini della bandiera incriminata

Angelo Bolaffi, filosofo della politica e giornalista, ha diretto fino ad aprile 2011 l’istituto di cultura italiano a Berlino. Ha scritto Cuore tedesco. Il modello Germania, l’Italia e la crisi europea (Donzelli, 2014), è appena uscito: Germania/Europa. Due punti di vista sulle opportunità e i rischi dell’egemonia tedesca (Ed. Donzelli) che ha scritto con Pierluigi Ciocca

Gianni Oliva docente Storia delle Istituzioni Militari alla Scuola d’Applicazione di Torino. Tra le sue opere Storia dei carabinieri dal 1814 a oggi (Mondadori)

Piero Ignazi, insegna Politica comparata a Bologna. Tra i suoi libri ricordiamo: Forza senza legittimità. Il vicolo cieco dei partiti (Laterza 2013), L’estrema destra in Europa (Il Mulino) Postfascisti. Dal movimento sociale italiano ad Alleanza nazionale (Il Mulino)

Maria Pia Veladiano, scrittrice e insegnante di lettere, preside dal 2011, autrice di La vita accanto, Il tempo è un dio breve (Einaudi) e Parole di scuola (Erikson), collabora con Repubblica. Uscirà ad ottobre il suo prossimo libro per Guanda dal titolo “Lei”

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