Israele-Palestina, 30 anni fa l’Intifada delle Pietre

La sera dell’8 dicembre 1987 un autotreno israeliano travolse un veicolo a Nord di Gaza. Quattro manovali palestinesi rimasero uccisi, altri sette feriti. Nella Striscia si sparse la voce che l’incidente fosse stato intenzionale. Il giorno successivo, durante i funerali, il campo profughi di Jabalya dove le vittime abitavano insorse e un’ondata di collera popolare travolse le pattuglie israeliane (leggi anche: I numeri delle guerre fra Hamas e Israele).

IL RISCHIO DI UNA NUOVA INTIFADA. Fu l’inizio della prima Intifada (in arabo “sollevazione”), nota anche come Intifada delle Pietre, perché proprio i lanci di pietre da parte dei giovani palestinesi contro i ben armati soldati di Tel Aviv colpirono l’opinione pubblica internazionale. A 30 anni esatti di distanza, se gli Stati Uniti guidati da Donald Trump dovessero davvero riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele o spostare lì la loro ambasciata, l’eventualità di una nuova rivolta, già minacciata da Hamas, rischia seriamente di concretizzarsi (leggi anche: Gerusalemme capitale, Trump sotto assedio).

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