Trump ha detto ai leader palestinesi che sposterà l’ambasciata americana in Israele a Gerusalemme

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiamato il presidente palestinese Mahmoud Abbas per informarlo delle sue intenzioni di trasferire l’ambasciata statunitense in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme, una decisione radicale che probabilmente complicherà il processo di pace tra Israele e Palestina. Spostando l’ambasciata, infatti, gli Stati Uniti riconosceranno Gerusalemme come capitale di Israele: cosa che di fatto avviene già formalmente, ma che con il trasferimento dell’ambasciata avrebbe un’applicazione pratica dal forte valore simbolico. Ci si aspetta un annuncio ufficiale di Trump per mercoledì, ma è già dato per certo dai principali giornali americani.

La decisione di Trump non verrà però eseguita subito: funzionari governativi hanno confermato al New York Times quello che già gli analisti si aspettavano, e cioè che Trump firmerà un documento che posticipa di sei mesi il trasferimento vero e proprio, per motivi logistici. A livello formale, infatti, gli Stati Uniti avevano già deciso di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di spostare l’ambasciata, con una legge approvata dal Congresso nel 1995. La stessa legge, però, consente ai presidenti di rinviare l’applicazione di questa decisione ogni sei mesi, spiegando perché spostare l’ambasciata danneggerebbe gli interessi americani. Questo atto temporaneo, che annulla gli effetti della legge, è stato firmato da allora ogni sei mesi da tutti i presidenti in carica, Democratici o Repubblicani.

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