La terra dei fuochi è una fake news?

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Terra dei fuochi, una fake news? Torniamo in Campania, dove ieri l’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno ha presentato una importante ricerca scientifica che ridimensiona il rapporto tra terreno, veleni e insorgenza dei tumori. Le posizioni però non sembrano essere tutte concordi e qualcosa resta ancora da chiarire, in attesa per esempio che ci siano dati definitivi sulle malattie di quel territorio. Quale è stato intanto in questi anni l’impatto di questa discussione sull’economia, l’agricoltura e il tessuto sociale di questa realtà?

Gli ospiti del 7 dicembre 2017

Antonio Limone, direttore Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

Lucio Romano, Senatore di Democrazia solidale, medico campano, di Aversa, realtore e promotore dell’ Indagine Conoscitiva su inquinamento ambientale e tumori in Terra dei Fuochi

Domenico Iannacone, giornalista, autore e conduttore di I dieci comandamenti, la serie di reportage in onda su Rai3 con la sesta serie  da domenica 19 novembre. La prima puntata, che potete rivedere su RaiPlay, era dedicata alla Terra dei Fuochi

Michele Buonomocoordinatore di Legambiente Campania

Elisabetta Moro, antropologa, insegna Antropologia Culturale all’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli. Tra i suoi libri, con Marino Niola, Andare per i luoghi della dieta mediterranea (Il Mulino)

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2 commenti

  • Io sono prudente sulla situazione, rispetto a dati scientifici, interessi e demagogie contrapposte, compresa quella di Puca. Ma quello che è oggettivo è che esista un contesto disinformativo (mainstream&social uniti nella lotta) per il quale contro la Campania tutto vale, e l’interpretazione peggiore, quella gomorroide più catastrofica e demonizzante, prevale sempre (e se qualcuno la mette in dubbio è vittimista). Ricordiamo sempre che una regione italiana, il Veneto, pagò una campagna pubblicitaria per dire “non andate in Campania, venite da noi”.

  • “Quel che accade agli animali, prima o poi succede anche agli umani”

    Per tentare di arginare la pandemia di memoria corta, allego il testo scritto da un amico relativo alle 1600 pecore inquinate qualche anno fa dalla diossina emessa dall’ILVA di Taranto e, assolutamente innocenti, sono state condannate a morte.

    NESSUNO DI NOI SI SENTA ESCLUSO
    NE’ QUELLI CHE FANNO
    NE’ GLI “IGNORANTI” CHE LASCIANO FARE
    QUINDI
    A MENO DI APPARTENERE ALL’ IMPROBABILE TERZA CATEGORIA
    IL CLICK SUL LINK NON E’ FACOLTATIVO

    QUESTO E’ PATRIMONIO DI CULTURA: IL PASTORE, LA TRANSUMANZA
    E’ LA NOSTRA “ANTICA TRADIZIONE DEL TERRITORIO”
    QUELLA CHE FA TANTO “LINEA VERDE”, “COUNTRY LIFE” E “SAPORE VERO”

    SONO LE 1600 CAPRE E PECORE “DIOSSINATE” CHE PASCOLAVANO CON I LORO CAPRETTI E PECORINI INTORNO ALL’ILVA DI TARANTO (LA TYSSEN KRUPP ITALIANA)

    SI’, PROPRIO QUELLA CHE FA LE LAMIERINE PER LE NOSTRE MACCHININE
    SI’, PROPRIO QUELLE CHE, UBBIDENDO A FIORELLO E BALDINI
    ROTTAMIAMO CON TANTA LEGGEREZZA
    COME SE LE RICOSTRUISSE LA FATA TURCHINA CON LA BACCHETTA

    FATELO VEDERE AI VOSTRI BAMBINI
    CHE SMETTANO DI CREDERE A BABBO NATALE
    O ALMENO INCOMINCINO A SAPERE CHE ANCHE LUI FA FINTA:
    QUANDO HA FINITO DI PORTARE I REGALI
    LE RENNE SE LE MANGIA

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/notizie-nascoste/86722/diossina-a-taranto-oggi-abbattimento-pecore-contaminate.html

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