Terra dei fuochi, 46% di tumori in più rispetto al resto del Sud

Nella Terra dei fuochi ci si ammala di più di tumore rispetto al resto del Sud e si muore di più rispetto a tutta Italia. Al confronto con il Mezzogiorno, il tasso complessivo di incidenza di tutti i carcinomi maligni nell’Asl 3 Napoli Sud arriva a essere più alto del 46% per gli uomini e del 21% in più per le donne. Sono questi i dati più allarmanti dell’indagine conoscitiva su «Inquinamento ambientale ed effetti sull’incidenza dei tumori, delle malformazioni feto-neonatali ed epigenetica» che sarà discussa e approvata oggi dalla commissione Igiene e Sanità del Senato.

Una premessa è d’obbligo: la corposa relazione finale di quasi 160 pagine, curata dal senatore Lucio Romano (Democrazia solidale, Autonomie-Psi-Maie), ha richiesto tre anni di lavoro. Colpa dell’insufficiente o soltanto parziale disponibilità dei dati, come quelli sugli indicatori ambientali o di salute della popolazione residente. Al punto che la parte dedicata alle malformazioni neonatali e all’epigenetica (lo studio delle modifiche a carico del Dna legate a cause ambientali) necessita di ulteriori approfondimenti. In ogni caso, si tratta del primo tentativo di sistematizzare i risultati delle diverse fonti sull’area, che comprende 90 Comuni delle province di Napoli e di Caserta ed è tristemente nota per «l’irresponsabile e incontrollato sversamento delle più diverse sostanze tossiche, di scorie e rifiuti di ogni genere, cui spesso è seguito il loro incenerimento». Di «disastro ambientale», perpetrato per trent’anni, ha parlato l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. Fari sulla zona sono stati accesi dall’Istituto superiore di Sanità, ma anche dalle procure di Napoli e di Santa Maria Capua Vetere.

Manuela Perrone sul Sole24ore

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