La partita (globale) del referendum

Cartelloni elettorali sul referendum in Veneto (Afp)

Vale la pena dirlo: ci siamo comportati bene. Per una volta in vista del doppio referendum sull’autonomia di Lombardia e Veneto non abbiamo messo in onda il solito format di una lotta politica rissosa e inconcludente.

Il paragone con la drammatiche vicende della Catalogna, pur con tutte le (grandi) differenze di contesto e di storia, non può non venire in mente e ne usciamo con un buon voto. La campagna referendaria si è svolta in maniera ordinata, la forza politica che più ha investito in questa consultazione — la Lega Nord — non ha caricato i toni come altre volte in passato e persino il suo leader Matteo Salvini, propenso spesso ad alzare i decibel del suo protagonismo politico, questa volta ha scelto accenti più cauti. Il maggior partito d’opposizione in entrambi i consigli regionali — il Pd — ha replicato all’iniziativa dei governatori Maroni e Zaia in maniera composta e persino la divergenza di comportamento elettorale registratasi al suo interno, tra il sì «tattico» di Giorgio Gori e la dichiarata astensione del vicesegretario nazionale e ministro Maurizio Martina, alla fine ha contribuito a svelenire il clima. Nella partecipazione alle urne si misurerà il consenso attorno ad opinioni diverse tra loro, non ci sono nemici da annientare. E non ci sono nemmeno scenari apocalittici — nell’uno e nell’altro caso — da scongiurare.

Dario Di Vico sul Corriere della Sera

Cannabis: ok all’uso terapeutico. Ascolta la puntata

cannabis

La Camera ha approvato il testo «Disposizioni concernenti la coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso medico». Vengono fissati criteri uniformi sul territorio nazionale che garantiscono ai pazienti equità d’accesso. Ma non si prevede la legalizzazione totale della pianta e c’è chi critica questa legge dicendo che è monca. Ma quanto è importante l’uso terapeutico della cannabis? Chi è ancora scettico e perché?

Gli ospiti del 20 ottobre 2017

Marco Bertolotto direttore del centro terapia del dolore e cure palliative ospedale Santa Corona Pietra Ligure

Daniele Farina deputato di Sinistra Italiana, da anni si batte per la legalizzazione, firma oggi sul Manifesto “Cannabis, il nostro interesse e quello delle mafie”

Federico Tonioni, medico, psichiatra al Policlinico Gemelli, coordina l’ambulatorio aperto a marzo al Policlinico Gemelli per le dipendenze dal cannabis

Claudio Cippitelli sociologo esperto di prevenzione e culture giovanili, è presidente dell’Associazione Parsec di Roma e presidente del Coordinamento Nazionale Nuove Droghe. Con Fabrizia Bagozzi, ha scritto il libro: Giovani e nuove droghe: sei città a confronto. Il progetto Mosaico come modello d’intervento, ed. Franco Angeli

Ascolta la puntata

 

Ecco cosa prevede la proposta di legge sull’uso terapeutico della cannabis

In sintesi la proposta di legge, che prevedeva inizialmente una legalizzazione della sostanza più ampia (ovvero avrebbe dovuto contenere anche la liberalizzazione), prevede che ogni medico potrà prescrivere medicinali di origine vegetale a base di cannabis per la terapia del dolore e altri impieghi.

La ricetta, oltre a dose, posologia e modalità di assunzione, dovrà riportare la durata del singolo trattamento, che non potrà superare i tre mesi.  I medicinali a base di cannabis per la terapia del dolore saranno a carico del Servizio sanitario nazionale.

Marta Musso su Wired

Disposizioni concernenti la coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso medico

TESTO UNIFICATO
della commissione
Disposizioni concernenti la coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso medico.
Art. 1.
(Finalità e oggetto della legge).
      1. La presente legge è volta a regolamentare l’uso dei medicinali di origine vegetale a base di cannabis, garantendo l’equità nell’accesso a tali medicinali da parte dei pazienti mediante la fissazione di criteri uniformi sul territorio nazionale, a promuovere la ricerca scientifica sui possibili ulteriori impieghi della cannabis a uso medico nonché a sostenere lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione della cannabis, per semplificare le modalità di assunzione dei medicinali a base di cannabis da parte dei pazienti.
2. Essa si applica ai medicinali di origine vegetale a base di cannabis secondo le prescrizioni e con le garanzie stabilite dall’Organismo statale per la cannabis di cui al decreto del Ministro della salute 9 novembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 30 novembre 2015, e, comunque, in conformità a quanto previsto dalla Convenzione unica sugli stupefacenti, adottata a New York il 30 marzo 1961, come modificata nel 1972, ratificata ai sensi della legge 5 giugno 1974, n. 412.

Art. 2.
(Definizione di uso medico).
      1. Ai fini della presente legge, si intende per “uso medico” l’assunzione di medicinali a base di cannabis che il medico curante prescrive dopo la valutazione del paziente e la diagnosi, per una opportuna terapia.

Art. 3.
(Modalità di prescrizione).

      1. Il medico può prescrivere preparazioni magistrali a base di cannabis per la terapia del dolore, ai sensi della legge 15 marzo 2010, n. 38, nonché per gli altri impieghi previsti dall’allegato tecnico al citato decreto del Ministro della salute 9 novembre 2015, a carico del Servizio sanitario nazionale, nei limiti del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario standard cui concorre lo Stato. Il medico può altresì prescrivere le predette preparazioni magistrali per altri impieghi, ai sensi dell’articolo 5 del decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94.
2. Nella prescrizione il medico deve indicare il codice alfanumerico assegnato al paziente, la dose prescritta, la posologia e le modalità di assunzione. La prescrizione deve recare, altresì, la data del rilascio, la durata del trattamento, che in ogni caso non può essere superiore a tre mesi, nonché la firma e il timbro del medico che l’ha rilasciata.

Clicca qui per leggere il testo completo della legge

Cannabis, il nostro interesse e quello delle mafie

Sulla cannabis abbiamo avuto un’occasione ma il Parlamento non l’ha colta se non in minima parte. Approvando un testo assai blando sui soli impieghi terapeutici. Eppure proprio in questo tornante è apparso chiaro che non i numeri difettassero per una soluzione più avanzata quanto la volontà politica.

Volontà politica di quella maggioranza che così ha voluto e di quel Ministero della Salute che si conferma un buco nero della ragione, ancor prima che della scienza.

Era l’occasione, dopo oltre quattro anni di zigzagante discussione, per una norma cooperativa in cui la regolazione dello Stato e la libertà individuale vincevano entrambe. In cui perdevano solo le mafie e il loro incomprensibile appalto delle sostanze stupefacenti. A noi, italiani, una parte di quei 13 miliardi di euro annui stimati dall’Istat a fini di Pil, avrebbero fatto comodo. Comodo qualche decina di migliaia di posti di lavoro, comodo qualche milione di turisti in più e molte migliaia di detenuti in meno. Comodo ci avrebbero fatto strumenti utili a contrastare il degrado delle nostre periferie, dei nostri quartieri verso diverse misure per la sicurezza e la convivenza. Quattro anni fa nel dire queste cose si rischiava l’internamento, oggi, il fallimento di quel gigantesco dispositivo che per convenzione chiamiamo proibizionismo, ci consegna esperienze concrete, qua e là nel mondo, e dati sui quali fondare politiche nuove.

Leggi tutto l’articolo di Daniele Farina sul manifesto

La legge sulla cannabis terapeutica passa alla Camera ma scontenta tutti

La proposta di legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso terapeutico passa alla Camera, ma scontenta tutti. Il testo – approvato con 317 voti favorevoli e 40 contrari, tra cui Lega e Forza Italia – stabilisce «criteri uniformi di somministrazione sul territorio nazionale, garantendo ai pazienti equità d’accesso, promuove la ricerca scientifica sui possibili impieghi medici e sostiene lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione per semplificare l’assunzione».

La legge deve ancora ottenere l’approvazione del Senato ed è uno stralcio del più ampio progetto di regolamentazione legale della cannabis. Lo scorso settembre Daniele Farina, deputato di Sinistra Italiana, si è dimesso dall’incarico di relatore della legge per protestare contro le modifiche che il testo ha subito: si è votato infatti solo sulla parte che riguarda l’uso terapeutico lasciando alle commissioni Giustizia e Affari sociali la legalizzazione vera e propria, compresa la coltivazione a uso personale.

Referendum: le autonomie del Nord

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Bruno e Matteo, due ascoltatori stamattina dal Veneto, una delle due regioni, insieme alla Lombardia, dove domenica si vota il referendum per l’autonomia regionale.
Le regole e le modalità di una consultazione particolare, voci favorevoli e contrarie a questo desiderio di separarsi, ma indaghiamo anche le ragioni storiche della volontà di autonomia del Lombardo-Veneto e quelle psicologiche, anche individuali, di una sempre maggiore autonomia, indipendenza.

Gli ospiti del 19 ottobre 2017

Riccardo Barbisan, vicecapogruppo della Lega Nord presso il Consiglio Regionale del Veneto
Pietro Basso
, sociologo, ha insegnato all’Università Ca’Foscari, è portavoce di due comitati di cittadini che chiedono un confronto sulle “verità di Zaia” in materia di Referendum
Paolo Balduzzi
, economista, insegna Scienze delle Finanze all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si occupa molto, tra le altre cose, di federalismo fiscale, E’ membro e Segretario generale dell’associazione ITalents. E’ stato membro della Commissione tecnica per la revisione della spesa guidata da Carlo Cottarelli per i capitoli di spesa sui costi della politica. Citiamo un suo articolo su Lavoce.info del 14 luglio, “Referendum in Lombardia e Veneto: la fiera dell’inutilità” 
Luigi Zoja
, psicoanalista, autore di molti libri tra i quali citiamo Il gesto di Ettore (Bollati Boringhieri), Utopie minimaliste (Chiarelettere), Psiche (Bollati Boringhieri)

Guida completa ai referendum sull’autonomia

Il prossimo 22 ottobre in Lombardia e Veneto si terrà un referendum sull’autonomia. Sono referendum legali, organizzati con l’accordo del governo e con lo scopo di avviare una procedura prevista dalla Costituzione con la quale le regioni possono chiedere maggiore autonomia nella gestione delle proprie risorse. Sono referendum consultivi, però, che quindi non avranno esiti vincolanti né per le regioni né per il governo centrale, e per questo si è discusso molto del fatto che fosse o no opportuno indirli e del significato politico che gli è attribuito dai presidenti delle due regioni, che fanno parte entrambi della Lega Nord.

Per cosa si vota esattamente?
Ai cittadini di Veneto e Lombardia sarà chiesto se vogliono che la loro giunta regionale faccia richiesta allo Stato di avere maggiore autonomia tramite una procedura prevista dalla Costituzione.

Approfondisci su IlPost.it

 

#Lacittà oggi è ProGrammatica. Ascolta la puntata

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Nella quinta giornata speciale che Radio3 dedica alla nostra lingua, diverse telefonate interessanti sul nostro rapporto con l’italiano: il fastidio per l’uso smodato di parole straniere soprattutto in politica, l’orgoglio per il successo e la diffusione del nostro vocabolario all’estero, anche grazie al cinema, le curiosità e le preoccupazioni sull’apprendimento e l’uso delle regole e della ricchezza del linguaggio da parte dei ragazzi.

Gli ospiti del 18 ottobre 2017

Daniele Grassucci,responsabile dei contenuti Skuola.net, ci presenta i risultati di un sondaggio condotto per la #GiornataProGrammatica sull’#italianoalcinema tra 9000 studenti sulle frasi e i film generazionali in cui si riconoscono di più i ragazzi di scuola

Edoardo Lombardi Vallauri  insegna Linguistica generale a Roma Tre, è autore di Parlare l’italiano. Come usare meglio la nostra lingua Il Mulino, 2012 e, più di recente, Parole di giornata insieme a Giorgio Moretti (Il Mulino) 

Silvana Leonardi è una produttrice cinematografica indipendente. Insegna “Produzione cinematografica” in Italia e in Europa e al Dams di Roma. Ha prodotto film, cortometraggi e documentari, tra cui: La vita degli altri (2001), Capo Nord (2002), Tre giorni di Anarchia (2004), ‘O Guarracino (2004), Ossidiana (2007), Nauta (2011). Orienterà gli studenti sotto il profilo di studio e di formazione dell’audiovisivo

Maurizio Gemma  dal 2005 è il direttore della Film Commission Regione Campania, parlerà anche del profilo occupazionale, in particolare in riferimento alla regione Campania.

Salvatore Mereu è un regista sardo. Il suo primo lungometraggio, del 2003, si intitola Ballo a tre passi. Il film vince nella sezione “Settimana Internazionale della Critica” alla 60a Mostra del cinema di Venezia e gli vale il David di Donatello per il Miglior regista esordiente nel 2004. Nel 2008 il suo secondo film, Sonetàula, viene presentato nella sezione “Panorama” alla Berlinale, mentre nel 2012 il suo terzo film, Bellas mariposas tratto dall’omonimo racconto di Sergio Atzeni, edito da Sellerio nel 1996, compare nella sezione “Orizzonti” della 69a Mostra del cinema di Venezia

Ascolta la puntata

Scuola, la denuncia di Sabatini: «Ha smesso di insegnare l’italiano»

Stiamo assistendo a un fenomeno: i mali del nostro sistema di istruzione vengono spesso denunciati pubblicamente non dalla scuola, ma dall’Università e, a livelli più avanzati, dagli ordini professionali. Non si contano le lamentele dei professori di Giurisprudenza sull’incapacità degli studenti di quella Facoltà (la chiamo ancora così, anche se questa struttura è stata cancellata) di redigere la tesi o anche solo una tesina in un italiano accettabile. Alcuni docenti hanno deciso di eliminarle, perché sarebbero tutte da riscrivere. Fanno seguito le lamentele dei presidenti degli ordini forensi, nazionali e regionali, che denunciano l’impreparazione linguistica di molti giovani avvocati. Sui concorsi che riguardano questa categoria e anche quella degli aspiranti magistrati cali un velo pietoso (basta leggere le cronache dei giornali a ogni tornata di tali concorsi). Non si contano neppure le lagnanze per l’oscurità delle circolari ministeriali, dei testi normativi (perfino lo schema preliminare del decreto per l’esame di italiano nella maturità!), degli avvisi pubblici, criptici (che cos’è il «luogo dinamico di sicurezza» negli aeroporti, se non un «percorso di fuga» in caso di pericolo?) o pletorici (le Ferrovie dello Stato stanno consultando l’Accademia della Crusca per migliorarli).

Francesco Sabbatini sul Corriere della Sera

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