L’acqua scorre, tra luci e ombre

La Giornata mondiale dell’acqua dà l’occasione per fare il punto della situazione sullo stato del settore idrico in Italia. Dal miglioramento della qualità delle reti all’aumento degli investimenti, il sistema di gestione dell’acqua si è messo in moto.

Lo stato del settore

La Giornata mondiale dell’acqua 2017 è stata celebrata il 22 marzo con meno fasti e meno enfasi del solito, almeno in Italia. I media ne hanno parlato a stento. Non è necessariamente un male: dopo la stagione delle grandi passioni, siamo riusciti a metterci finalmente al lavoro. Come ogni anno, l’Istat ha diffuso una brochure che presenta in modo sintetico alcuni dati estratti dal sistema statistico nazionale, dai quali emergono poche novità. L’Italia si conferma un paese ricco d’acqua, con un volume di risorse (deflussi annui) stabile, nonostante i primi allarmanti segni del cambiamento climatico, a cominciare dal ritiro dei ghiacciai.

Antonio Massarutto su LaVoce

Nord e Sud uniti dalla Grande Siccità

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Luogo simbolo della siccità è il Lago della Duchessa: si trova sull’Appennino, tra Lazio e Abruzzo, a 1788 metri, in una conca sovrastata dalle cime del Monte Murolungo e Morrone. Ora è stravolto dalla siccità

L’allarme siccità lo aveva lanciato da giorni la Coldiretti: «Gli agricoltori devono ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, sono a rischio dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro, ma anche girasoli, i vigneti e il fieno per l’alimentazione degli animali».

Terrorismo e paura. Ascolta la puntata

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Quanto risalto viene dato al terrorismo dai media e dalla politica? Ha fatto molto discutere stamattina a Prima Pagina un articolo di Carlo Rovelli sulla paura e su come affrontarla, sconfiggerla. Parliamo troppo e con troppa enfasi facendo in questo modo il gioco dei terroristi? Siamo noi e il nostro sistema dei media ad alimentare oltremisura la paura rispetto ad altri paesi che mostrano un comportamento più misurato, come il Belgio, l’Inghilterra? La paura e il suo racconto a #Lacittà

Gli ospiti del 22 giugno 2017

Angelo Romano, antropologo, scrive sul blog collettivo Valigia Blu, stanno lavorando all’analisi di come i media internazionali trattano le notizie sul terrorismo
Carlo Rovelli, fisico quantistico, scrive oggi sul Corriere della Sera l’articolo “Come battere i terroristi”, il suo ultimo libro, da poco uscito e già discusso a Radio3 Scienza, per Adelphi, è L’ordine del tempo
Annalisa Gadaleta, assessora all’Istruzione, alla Cultura e all’Ambiente di Molenbeek a Bruxelles, l’anno scorso ha pubblicato il libro Conversazione a Molenbeek firmato con Leonardo Palmisano per l’editore Radici future
Silvia Calamati, giornalista e scrittrice, autrice di Qui Belfast, Storia contemporanea della guerra in Irlanda del nord (Red Star Press)
Maurizio Montanari, psicanalista, fondatore del centro di Psicoanalisi Applicata LiberaParola

 

Ascolta la puntata

A proposito di «terrorismo psicopatico»

Come si fa a parlare di «terrorismo psicopatico» a commento della strage di Monaco? Come si fa a parlare di «Quei giovani psicotici e il delirio terroristico» a commento della strage di Nizza e dell’aggressione di Gaukkonigshofen? E come si fa a tramutare il disturbo mentale, che è una sofferenza, in pericolosità e violenza distruttiva, che sono il frutto avvelenato della politica dell’odio?

Purtroppo lo si fa e lo teorizza Massimo Recalcati. Lo psicanalista lacaniano non si interroga sulla complessità del mondo postmoderno e sull’intreccio di forme arcaiche e di reti tecnologiche, preferisce parlare di psicosi e di farne la spiegazione dei mali odierni. Su la Repubblica di venerdì 22 luglio scrive, a proposito dei due distinti e diversi episodi di Nizza e Gaukkonigshofen, che entrambi «Sembrano scaturire dai fantasmi più oscuri della mente psicotica. Le scene stesse degli attentati assomigliano sempre più a vere e proprie allucinazioni». Non soddisfatto, sempre sullo stesso quotidiano di domenica 24 luglio, riscrive sulla strage di Monaco: «È la follia, il passaggio all’atto chiaramente psicotico, la psicopatologia di coloro che hanno compiuto gli ultimi attentati». Recalcati ricorrere a improprie citazioni dei padri della psicoanalisi e della psicologia per avallare le sue assurde teorie.

Giovanni De Plato sul Manifesto (un articolo del 28 luglio 2016)

Come battere i terroristi

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Una considerazione su come combattere il terrorismo. L’Europa è stata colpita ripetutamente da atroci attentati terroristici, e forse lo sarà ancora. Chi compie e chi istiga queste azioni evidentemente le ritiene efficaci, ma non si tratta di efficacia militare perché non si vincono guerre così. L’efficacia è politica: un’azione terroristica riempie le prime pagine dei giornali, le aperture dei telegiornali, i leader politici reagiscono accorati, pieni di indignazione, cordoglio e fermezza. L’impatto è enorme. Il publico reagisce con emozione. Cambiano le politiche delle nazioni, cambia la percezione dello stato del mondo. I terroristi ottengono quello che cercano: appaiono potenti, protagonisti della Storia. Arrivano ad affascinare giovani disadattati e ispirarli ad arruolarsi alla loro causa.

Leggi l’intervento di Carlo Rovelli sul Corriere della Sera

Molenbeek. L’assessora italiana racconta la sua battaglia contro il terrorismo

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Dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre divenne chiaro che il terrore europeo ha il suo epicentro a Molenbeek (Bruxelles). L’assessore alla scuola, l’italiana Annalisa Gadaleta, ci raccontò gli errori e i rimedi possibili contro la radicalizzazione dei giovani di quel municipio. Oggi, dopo alcuni mesi, ci racconta come vanno le cose. Ascoltarla è davvero utile.

“Operation Temperer”: polizia in città come ai tempi della guerra civile dell’Irlanda del Nord

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Cinquemila commandos armati nelle strade e la consapevolezza che un nuovo attentato potrebbe avvenire da un momento all’altro. È questo il significato del nuovo livello di allerta decretato dalle autorità britanniche dopo l’attentato alla Manchester Arena: da “severo” a “critico”. Significa che un attacco viene giudicato non solo probabile ma imminente. Un monito che nel Regno Unito era stato dato in precedenza soltanto due volte, nel 2006 e nel 2007, e in entrambi i casi rimasto in vigore per pochi giorni: tre nel primo, quattro nel secondo, per poi ridiscendere al secondo livello più grave di allerta.

Stavolta il provvedimento è accompagnato dal lancio di “Operation Temperer” (Operazione Temperare – ovvero calmare, attenuare, diminuire, sottinteso la minaccia del terrore). Si tratta del dispiegamento delle forze armate nelle città. Una misura che in altri paesi europei, Italia compresa, è già stata adottata più volte, ma che nel Regno Unito non ha precedenti recenti. Bisogna tornare al periodo dei “Troubles”, la trentennale guerra civile fra cattolici indipendentisti e protestanti unionisti in Irlanda del Nord per ricordare soldati nelle strade. Predisposto cinque anni or sono, Operation Temperer entra così in funzione per la prima volta.

Leggi l’articolo di Enrico Franceschini su Repubblica

21 giugno, festa della musica. Ascolta la puntata

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Oggi La Città è Festa della musica, una festa di Radio3, una festa europea. Diverse telefonate stamattina per un giorno utile per riflettere e raccontare i cambiamenti e le criticità del mondo della musica in evoluzione. Da YouTube a Spotify, per esempio, la rivoluzione tecnologica ha distrutto ma anche creato nuove, straordinarie possibilità. Nella creazione, nella produzione, diffusione e comunicazione della musica cosa e quanto è cambiato con la rete? E se volete una domanda semplice, come quella che ha fatto Camurri stamattina a Pagina3, A cosa serve la musica?

Clicca qui per leggere i dettagli della Festa europea della musica di Radio3

Gli ospiti del 21 giugno 2017

Valerio Corzani in studio
Diego Pandiscia, coordinatore dei Programmi Migrazione di Intersos in Sicilia

Pino Pecorelli, musicista dell’Orchestra di Piazza Vittorio
Giampiero Di Carlo della rivista Rockol
Massimo Parovel, ex direttore conservatorio Trieste, ideatore progetto LoLa (Low Latency AV streaming system) realizzato in collaborazione con Consortium GARR (rete nazionale a banda ultralarga dedicata alla comunità dell’istruzione e della ricerca). Insegna teoria dell’armonia e analisi al conservatorio di Trieste
Giacomo Lariccia,cantautore, vive a Bruxelles, ha pubblicato il suo primo album grazie a una campagna di crowdfunding. Il suo nuovo album è Ricostruire

Ascolta la puntata

Festa della musica – Mibact: tutte gli appuntamenti

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Da questa edizione il Mibact ha deciso di dare un forte segnale per la promozione di una delle Feste più affascinanti che la cultura possa offrire. La Festa della Musica. Una festa che, come avviene in altre parti d’Europa, coinvolga in maniera organica tutta l’Italia trasmettendo quel messaggio di cultura, partecipazione, integrazione, armonia e universalità che solo la musica riesce a dare. Un grande evento che porti la musica in ogni luogo. Ogni tipo di musica. Ogni tipo di luogo. Parchi, musei, luoghi di culto, carceri, ambasciate, ospedali, centri di cultura, stazioni ferroviarie, metropolitane ma soprattutto strade e piazze del nostro meraviglioso Paese, saranno lo scenario della ‘nostra’ Festa.

Un grande evento che coinvolga enti locali, accademie, conservatori, scuole di musica, università. Solisti, cori, orchestre, gruppi e bande musicali, in una parola tutti coloro che fanno musica sia dal punto di vista professionale che amatoriale. Italiani, stranieri e nuovi italiani. ‘In piazza è tutta un’altra musica!’ sia da soli che in gruppo. Dal Nord a Sud passando per le isole, coinvolgendo quei luoghi magici che rappresentano il fiore all’occhiello del sistema Paese, i beni culturali italiani che il Mibact metterà a disposizione della musica.

Qui per conoscere tutti gli appuntamenti del 21 giugno in tutta Italia

È possibile vivere facendo i musicisti in Italia?

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“Adesso state per firmare un contratto con un’etichetta. Vi danno un bel po’ di spiccioli per un album, per farvi sentire delle divinità, ma poi quei soldi inizieranno a diminuire. Una parte verrà tolta per lo studio, per il tizio che registra, per la copertina, i poster, il party di lancio. La chiamano “detrazione delle spese”. Poi i negozi si prenderanno la metà dei ricavi delle vendite. Togli un dollaro per i costi di produzione materiale. Un dollaro e cinquanta per la distribuzione, un dollaro per il marketing. Non rimane molto per voi. Ma anche nel caso rimanesse, non vedrete un dollaro finché non verranno coperti i costi di produzione. Questo vorrà dire probabilmente vendere centomila copie. Conoscete la differenza fra royalties di produzione, royalties di esibizione, royalties per gli artisti, quelle per gli autori? Tutta questa roba verrà scritta nella marea di pagine col vostro nome in fondo, sotto una linea tratteggiata, pronto per essere firmato. A quel punto Richie Finestra vi metterà in mano un drink e una penna. Lui sa bene che, trattando, queste cose si possono ridurre fino allo 0,01%. Io lo so. Gli unici che non lo sanno siete voi. E siete voi che vi ritroverete con la penna in mano”.

Questo è l’incoraggiante discorsetto che fa, nel quarto episodio di Vinyl, il cantante fallito-aspirante manager Lester Grimes ai sempre più basiti Nasty Bits. Mettiamoci ora nei panni di un/a giovane italiano/a con sogni di gloria musicale: probabilmente davanti questa scena penserà che se le prospettive erano così nere anche ai gloriosi tempi del sesso-droga-rock’n’roll, tanto vale abbandonare subito le fantasie e trovarsi un lavoro serio. Ma è davvero così? È davvero impossibile vivere di musica nell’Italia del 2016, con la crisi, i dischi che non si vendono, i talent-show, Spotify e YouTube, i locali che fanno suonare solo cover band e tutto il resto?

Letizia Bognanni su Rock.it

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