Graphic Novel: I segni addosso, storie di ordinaria tortura

isegniaddosso3

Nonostante possa sembrare una pratica distante nel tempo, la tortura è ancora tristemente attuale. Non avviene solo in luoghi lontani dal nostro, come dimostrano le vicende del 2001 a Genova e la cosiddetta “macelleria messicana” perpetrata all’interno della scuola Diaz senza dimenticare che in Italia la tortura non è ancora legalmente reato. Un graphic novel che racconta le atrocità fisiche e psicologiche della tortura, senza moralismi, dal regime fascista fino ad oggi.

I segni addosso, storie di ordinaria tortura, di Andrea Antonazzo, Elena Guidolin e Renato Sasdelli (BeccoGiallo Editore)

Reato di tortura, il Senato approva. Il testo passa ora alla Camera

tortura jpg.jpg

Questi i punti salienti della proposta:

  • la pena è da 4 a 10 anni, aumentata da 5 a 12 se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale;
  • la pena è aumentata fino alla metà se dal fatto deriva una lesione grave o gravissima;
  • se ne deriva la morte la pena è aumentata a trenta anni;
  • l’istigazione da parte del pubblico ufficiale a commettere atti di tortura (si pensi al poliziotto o carabiniere, che dà un ordine in tal senso al suo sottoposto) è punita con la pena da sei mesi a tre anni.

Continua a leggere su Altalex

Tortura, la legge che manca. I dannati della Diaz salvi grazie all’Europa

M_torture-1

“Come si può esercitare potere su un essere umano? Facendogli sperimentare del dolore”
George Orwell, 1984

L’Italia ha versato un risarcimento monetario a sei persone che le avevano fatto causa rivolgendosi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. L’oggetto della diatriba riguardava le violenze durante il G8 tenuto a Genova nel 2001. Nel corso delle manifestazioni di protesta avvenute a margine del G8, decine di persone vennero fermate e portate dalle autorità italiane nella caserma di Bolzaneto dove ‘oltre trecento persone vennero private della possibilità di incontrare i loro legali, umiliate, picchiate, minacciate. Tra le mura della caserma risuonarono a più riprese inni fascisti, molti dei ragazzi vennero costretti a rimanere immobili per ore, le donne subirono violenze fisiche e morali’. La Corte Europea ha dunque sancito quello che tutti sapevano: là dentro fu praticata la tortura. Un reato non contemplato dal codice italiano.

Continua a leggere su Articolo1

Il Senato approva il ddl sul reato di tortura, Amnesty e associazioni lo bocciano: “Tutela solo la polizia”

Un compromesso “al ribasso” che lo rende di “difficile interpretazione”, se non “inapplicabile”. E che lascia diverse scappatoie ai pubblici ufficiali che abusano del loro potere. Il disegno di legge che introduce il reato di tortura nel codice penale italiano, salutato dal Partito Democratico come “una legge di civiltà”, è stato approvato al Senato e ora passa alla Camera per l’approvazione definitiva. Un testo su cui pesano però diverse ombre. Tant’è che è stato rinnegato dal suo stesso “padre”, il senatore dem Luigi Manconi che lo aveva presentato il primo giorno della legislatura e ora ha deciso di non votarlo perché completamente “stravolto”.

Ma la lista di chi boccia il ddl sulla tortura (la scheda in basso), profondamente modificato rispetto alla sua prima stesura da una serie di emendamenti introdotti a Palazzo Madama, è lunga: ci sono Amnesty International e l’associazione Antigone, c’è l’Associazione Nazionale dei Funzionari di polizia, ci sono Sinistra Italiana e anche la Lega Nord.
Continua a leggere sull’Huffington Post

La legge sul cyberbullismo. Ascolta la puntata

cyberbullismo-fabrizio-pillotto

Foto Fabrizio Pilotto

“Ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori” tutto questo è cyberbullismo, tutto questo da ieri è contrastato dalla legge contro il bullismo telematico.

Gli ospiti del 18 maggio 2017

Elena Ferrara, senatrice del Pd, prima firmataria e relatrice del ddl sul cyberbullismo, ex insegnante di Carolina, la studentessa di Novara morta suicida nel 2013 dopo aver subito uno stupro, violenze e soprusi
Antonio Pavolini, si occupa di nuovi media, è uscito da poco il suo libro, Oltre il rumore. Perché non dobbiamo farci raccontare Internet dai giornali e dalla tv (Informant) dove c’è un capitolo su cyberbullismo. Su questo tema ha tenuto un incontro a Parole Ostili, la rassegna di Trieste sul linguaggio dei social e del web che si è svolta a febbraio
Daniele Manni, insegnante dell’Itc Galilei – Costa di Lecce, promotore dell’associazione MABASTA! formata da studenti contro il bullismo
Simone, studente Itc Galilei – Costa di Lecce
Maura Manca, psicoterapeuta, presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, dirige il portale AdoleScienza.it, ricordiamo il suo libro Generazione hashstag. Gli adolescenti dis-connessi (Alpes Editore). Con Rosario Di Sauro ha firmato per Aracne nel 2013 Strategie di intervento e prevenzione del bullismo in adolescenza
Silvia Brena, scrittrice, giornalista, insegna Teorie e Tecniche della Comunicazione all’Università Cattolica di Milano. È co- fondatrice, con Marilisa D’Amico, del progetto Vox- Osservatorio italiano sui diritti che ha lanciato di recente la campagna #leparolefannomale, con due progetti antibullismo che hanno coinvolto gli studenti dell’Università Cattolica e i ragazzi del Liceo Berchet di Milano
Loredana Leone, insegnante di sostegno scuola Padre Pio torre maggio foggia referente per la la scuola di Educazione alla cittadinanza attiva

Ascolta la puntata

#leparolefannomale

lonely-1466900_1280

A leggerle in fila, le parole dell’intolleranza, si prova una certa repulsione, un leggero disagio che ci penetra nelle ossa e insinua un pensiero fastidioso. Ma davvero noi italiani siamo così? Ciò che la Mappa dell’Intolleranza fotografa è un’Italia ad alto tasso di odio e fastidio. Un’Italia che se la prende con chi viene percepito come debole, o più fragile.

Un’Italia bulla.

Però noi italiani non siamo solo così, lo sappiamo. Siamo anche capaci di aprirci alla solidarietà. E allora? Perché i social network si trasformano spesso e tragicamente nell’arena del nostro scontento e della nostra rabbia? Molte, speriamo, saranno le analisi che da qui in avanti cercheremo di approfondire sulla realtà che abbiamo fotografato. Alcune, quelle preziose del team di psicologi della Sapienza, coordinati da Vittorio Lingiardi, le abbiamo già a disposizione. E puntano il dito anche sulla specificità del mezzo, i social network, Twitter in questo caso.

140 caratteri dentro i quali comprimere i propri sentimenti. 140 caratteri per dire le emozioni, le paure, le rabbie che non trovano altre strade per essere elaborate, accolte, spiegate.

140 caratteri in cui ci alleniamo a urlare.

La domanda dalla quale siamo partiti nel lanciare la Mappa è faticosa e importante. Davvero un insulto lanciato per caso, per sbadataggine, per rabbia, per l’ira funesta del momento, può trasformarsi in un calcio in faccia a un gay, in un pugno alla propria donna, in un agguato a un extracomunitario o a un ebreo? In altri termini, le parole modificano le nostre azioni?

Silvia Brena su VoxDiritti, continua a leggere qui

Sfoglia Il libro: Cyberbulli al tappeto

bullismo-on-line---310-310Come usare social network e internet in sicurezza, tutelandosi dal cyberbullismo. Un libro per ragazzi 2.0!

“Cyberbulli al tappeto” parla direttamente ai ragazzi mostrando loro i vantaggi dell’articolato mondo di internet, ma anche i pericoli in cui possono incorrere, e affronta così il tema del bullismo on line. Lo scopo non è spaventare, ma promuovere un uso consapevole e ricco della rete. In fondo, insegnare le dinamiche delle app e dei social network non è molto diverso dall’educazione stradale: conoscere potenzialità e rischi di queste nuove tecnologie è facile e fondamentale come imparare ad attraversare la strada.

Il libro mostra in che cosa si traduce il bullismo in rete (esclusione, offese e insulti, diffusione di informazioni imbarazzanti o false, furto di identità…), come distinguerlo dallo scherzo e quali sono gli strumenti pratici per difendersi. In cosa consistono flaming e denigration? Chi è un troll? E uno stalker? Cosa fare se si viene derisi o isolati?

Scritto da chi usa i social network per professione e sa parlare ai ragazzi con il loro linguaggio, il manuale mira alla sicurezza in rete, offrendo sia spunti teorici (come funziona internet, quali sono i social network e le social app più usate, che cosa sono il kick e il ban e quando ricorrervi…), che suggerimenti pratici (impostazioni di privacy e di blocco sui principali social, cosa fare per non essere taggati senza permesso, come si blocca un amico su Facebook o un follower su Twitter…).

Cyberbulli al tappeto, Autore: Teo Benedetti  Davide Morosinotto Illustratore: Jean Claudio Vinci

Clicca qui sul sito dell’Editoriale Scienza per sfogliare il libro

1 2 3 4 317