Consiglio di lettura: Adriano Prosperi , La vocazione

Adriano Prosperi, La vocazione. Storie di Gesuiti tra Cinquecento e Seicento (Einaudi, 2016)

Come nacque il «gesuita», il nuovo modello di combattente votato alla conquista delle anime nel mondo diviso dell’Europa cristiana e in quello dilatato dalle scoperte geografiche?

Sotto il titolo , Adriano Prosperi pubblica un ricco e intelligente studio sulla Compagnia di Gesù tra la fine del XVI e la prima parte del XVII secolo. Siamo nel cuore del Rinascimento. Fondata da Sant’Ignazio, la Compagnia di Gesù suscitava straordinari entusiasmi e avversioni. Per gli uni, essa era prossima a Dio e al cielo come nessun ordine religioso; per gli altri, era una iniqua contraffazione, che imitava le parole dei Vangeli soltanto per volgerle al male.

Qui la recensione di Piero Melati a La vocazione. Storie di Gesuiti tra Cinquecento e Seicento 

Francesco e le donne. Apertura futuribile, chiusura presente

suore

Della lunghissima conversazione di giovedì 12 maggio tra papa Francesco e le superiori generali delle suore di tutto il mondo ha fatto notizia la sua presunta “apertura” alle donne diacono.

Ma praticamente nessuno ha notato la netta “chiusura” del papa su un’altra istanza a lui arrivata dal mondo femminile: quella di poter tenere l’omelia durante la messa.

È interessante leggere la trascrizione integrale della parole di Francesco, cliccando qui

Ferrara contro papa Francesco

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Caro Francesco, giù le mani da cani e gatti, e lasciaci liberi alle prese col vicino.

“A Ratzinger piacciono i gatti, a Francesco no, cani e gatti entrano come esseri disdicevoli nelle sue parabole del buon vicinato, non sa che François Rabelais, citando Platone, scriveva nel suo celebre Prologo al Gargantua che “il cane è la bestia più filosofa del mondo”. Non sa che l’ascosa dottrina del benedettino (già francescano, poi espatriato da quell’ordine) è rintracciabile nei suoi racconti immortali di giganti con la tecnica canina dell’osso smidollato. (“Se l’avete visto avrete potuto osservare con quale devozione lo guata, con qual cura lo vigila, con qual fervore lo tiene, con quale prudenza lo addenta, con quale voluttà lo stritola e con quale passione lo sugge. Perché? Con quale speranza lo studia? Quale bene ne attende? Un po’ di midolla e nulla più”). Rabelais vuol essere letto come il cane addenta l’osso. Francesco pensi ai cani di Luis Buñuel nella Via Lattea, non si faccia immoralizzare dalle stupidaggini statistiche sul consumo canino in occidente come Ersatz o complemento fanatico della vita familiare. Non sia banalmente umano, non trasformi in incenso idolatrico il sapore profumato della pecora. Non tutto è pastorale, sebbene il cane sia notoriamente amico dei pastori e delle pecore. Non c’è ovile senza canile. Non tutto è chiesa povera. E i poveri hanno sempre capito il segreto di fratellanza che li accomuna alla bestia più filosofa del mondo”

Leggi l’articolo completo di Giuliano Ferrara su Il Foglio del 14 maggio 2016

Quanto vale il “tesoro” del Vaticano?

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Investimenti in immobili, azioni, oro, valute pregiate. Dall’Apsa allo Ior, la prima mappa della holding pontificia che gestisce in Italia e in Europa il tesoro della Santa Sede. Per la quale si è scatenata un’altra guerra di potere.

si scopre, per esempio, che «le varie istituzioni vaticane gestiscono i propri asset e quelli di terzi a un valore dichiarato di 9-10 miliardi di euro, di cui 8-9 miliardi in titoli, e uno di immobiliare». Il cuore degli investimenti è amministrato dall’Apsa. Che controlla la Sopridex Sa, proprietaria di immobili di lusso nel centro di Parigi con inquilini famosi come François Mitterrand e oggi ha attività iscritte a bilancio che arrivano a 46,8 milioni di euro. Ma all’Apsa fanno capo anche dieci società svizzere (tra cui la misteriosa Diversa Sa, l’Immobiliere Sur Collonge e l’Immobiliere Florimont) che, insieme alla Profima Sa, gestiscono proprietà e terreni nella confederazione elvetica e in mezza Europa. Tutte insieme valgono 18 milioni

Leggi l’inchiesta di Emiliano Fittipaldi su L’Espresso

Povertà educativa: la sfida più importante. Riascolta la puntata

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Un milione di minori vive in condizioni di povertà assoluta, la metà dei nostri ragazzi non ha mai letto un libro al di fuori di quelli scolastici, il 55% non ha mai visitato un museo, il 45% non svolge alcuna attività sportiva. E’ la fotografia impietosa di una realtà dove si intersecano inevitabilmente povertà economica e povertà educativa che si alimentano e si trasmettono da una generazione all’altra.

Gli ospiti del 16 maggio a Tutta la città ne parla

Flaminia Trapani, psicoterapeuta, ha fondato a Napoli la onlus Pianoterra per sostenere (oggi anche a Roma) le giovani madri più vulnerabili e i loro figli

Tommaso Nannicini, economista, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Alessandro Tappa, presidente di Sport senza frontiere

Cesare Moreno, maestro di strada a Napoli, tra i fondatori del progetto Chance

Riascolta qui l’intera puntata

Si può crescere senza sport?

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Un bambino su 5 non fa mai sport, spesso per ragioni economiche, mentre 4 su 10 si muovono in auto o bus. Lo sport è decisivo, per conoscere il proprio corpo, sperimentare lo spirito di squadra, sviluppare autostima…chi non lo pratica mai, rischia di crescere male. Sport senza frontiere usa lo sport come inclusione dei bambini più poveri ed emarginati. Ascolta qui il suo presidente (e allenatore di pentathlon) Alessandro Tappa

Qual è la regione più “mother friendly”?

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Una mamma italiana su 2 è tagliata fuori dal lavoro, in Europa solo una su 3. Una donna italiana dedica al “lavoro familiare non retribuito” oltre 5 ore, contro le 2 ore e 22 minuti degli uomini e le 3 ore e mezza delle norvegesi. E l’aumento dei divorzi ha peggiorato lo squilibrio. Dov’è meglio diventare mamma? In Trentino, seguito da Valle d’Aosta ed Emilia Romagna. E la differenza di reddito tra madri e padri come procede?

Scopri questo e molti altri dati preziosi li trovi qui

Nannicini: i piani del governo su bebè e povertà educativa

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“Un figlio costa denaro e tempo, per molti anni. Intervenire solo sul reddito dei primi anni col bonus benè non basta” scrive Chiara Saraceno…voi che ne pensate? L’economista e nuovo sottosegretario Nannicini parla delle iniziativa del governo, da quelle per i neogenitori al contrasto della povertà educativa, contro cui domani sarà lanciato un piano da 400 milioni. Ascoltalo qui

Una valigia per le neomamme

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Negli anni ’30 la Finlandia era un paese molto povero, con tassi di mortalità infantile altissimi. Il governo decise allora di donare alle madri una Baby Box, ossia una scatola di cartone, che diventava una pratica culla per i primissimi mesi di vita del bambino, contenente articoli utili alla neomamma e al bambino. Oggi la Baby box è cambiata ma esiste ancora ed è efficacissima per aiutare i bambini più vulnerabili… e appare anche da noi in Italia, in forma di valigia.

Scopri di qui di che si tratta

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