Trentenni: il lavoro che non c’è

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Oggi abbiamo ascoltato la telefonata di Antonio da Messina, padre che si definisce pensionato ma non in grado di godere della propria pensione. Perché? Perché, dice Antonio, è un ammortizzatore sociale. Deve infatti mantenere i figli di trent’anni. Oggi cerchiamo, quindi, di fare un viaggio all’interno del mondo della disoccupazione che interessa questa fascia della popolazione italiana: chi ha tra i 30 e 40 anni. Quale futuro? Quali possibilità?

Gli ospiti della puntata del 29 marzo 2016:

Filippo Pompei, segretario nazionale associazione studentesca Future is Now.

Marta Fana, 30 anni, economista a Science-Po a Parigi, scrive di lavoro sul Manifesto e collabora con Pagina 99.

Eleonora Voltolina, autrice di La Repubblica degli stagisti. Come non farsi sfruttare (Laterza, 2010), e di Se potessi avere 1000 euro al mese (Latreza, 2012), giornalista, direttore del sito Repubblicadeglistagisti.it

Fulvia Buazzone, manager, ideatrice del Festival dei Giovani, dove presenterà la ricerca “Lascia perdere che è meglio”.

Ascolta l’intera puntata

Quanta paura del futuro!

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Più di mille ragazzi italiani si raccontano e la parola che usano di più è futuro…perché gli fa paura. E intanto molti 40enni fanno passi indietro, tornano da mamma e papà e non sanno come reagire alla mancanza di lavoro e autonomia.

Stefano Laffi, autore di ricerche importanti sulla condizione giovanile, ne ha parlato a Radio3.

Il lato oscuro dell’Italia

DISOCCUPAZIONE

Abbiamo chiesto agli ascoltatori di Radio3 di inviarci le loro storie di lavoro che non c’è: i messaggi che ci hanno inviato sono un ritratto del lato oscuro dell’Italia. Leggeteli qui, come sono arrivati a noi, senza editing: ne vale la pena.

Sono Francesco, classe 1983 residente a Cavanella d’Adige, provincia di Venezia. Laurea Specialistica in Discipline del Cinema, un anno di Servizio Civile Nazionale e 9 mesi di servizio Volontario Europeo. Attivo nell’associazionismo culturale da dopo la laurea. L’ultimo lavoro che ho fatto è stato a luglio dell’anno scorso a voucher in un centro di accoglienza di richiedenti asilo. Molte richieste, pochi colloqui, recentemente come centralista in una località turistica (3 mesi di stage a 400 euro) per il quale sono stato scartato a favore di altri. Cerco cerco ma…..

Mia figlia di 31 anni dopo stage e part time nella ditta spagnola in Italia in cui lavora, è passata al tempo indeterminato nella stessa ditta ! E allora non è una malattia tipicamente italiana “non tutelare i propri giovani”e sfuggire agli obblighi fiscali? Claudia

L’ho denunciato qualche settimana fa a Prima Pagina: i trenta/quarantenni che hanno perso il lavoro, anche ben formati, sono “fantasmi”, sconosciuti alle statistiche, del tutto reietti dal mondo del lavoro che sfrutta solo gli sgravi concessi (perché?) per assunzioni fino a 29 anni. E le ricerche di personale sono per max 24 anni, senza formazione perché i competenti costano. Non ne parla nessuno, fatelo per piacere!

Buon giorno sono Elisabetta da Firenze molto preoccupata per il futuro delle mie figlie anche perché donne e pochi sono le opportunità con un diploma …una ha 24 anni lavora da 1anno e mezzo come cameriera a” chiamata”…..che futuro? Grazie per sottolineare questo argomento che vale della dignità dell’essere umano

3 figli di cui 2 con lavori inventati. Uno dei 2 è stato cosí avventato… Da avere 2 figli che naturalmente manteniamo noi genitori l’altro non ha invece avuto questa audacia…. Ha 46 anni e 2 lauree

Mio figlio, 36 anni, da 9 accompagna al pianoforte varie classi di strumento e di canto in Conservatorio. Ogni 3 anni si sottopone ad un esame per titoli e prova pratica per selezionare gli aventi diritto a ricoprire il ruolo di accompagnatore. Arriva sempre primo. Risultato: un contratto orario di non più di 150 h. a 15 euro/ora (calati negli anni dagli iniziali 23) con un co. co. pro. (tipologia di contratti ancora validi?); eppure quando ci sono pezzi difficili chiamano lui a suonare mentre i docenti di ruolo accampano scuse per non esporsi. Non dovrebbe vigere la regola secondo cui a parità di prestazione fornita si ha eguale trattamento economico assicurativo? E poi visto che i Conservatori hanno bisogno di queste prestazioni perché non istituire normali posti di lavoro?

Nessuno parla di lavoro artigianale. Di apprendistato in botteghe artigiane. Ho 61 anni in pensione da 5, dopo 42 anni di lavoro nella stessa falegnameria. Mai sono stato sfiorato dall’incubo della disoccupazione. Il rammarico più grande è quello di non essere riuscito, negli ultimi vent’anni, a formate un giovane apprendista. Non per mancanza di lavoro ma per mancanza di giovani interessati o desiderosi di lavorare in questo ambito.

Sono un funzionario del centro per l’impiego di Pescara, vedo schiere sterminate di persone che cercano lavoro, buona parte delle quali senza alcuna possibilità di trovarne, moltissimi ragazzi laureati, dottorandi etc e non, totalmente e gravemente sfiduciati, ho visto molti assunti a “tempo indeterminato”, si fa per dire, licenziati dopo pochi mesi, etc. Etc. credo sia urgente adottare il reddito di cittadinanza, anche per combattere il lavoro nero.

Sono un’insegnante precaria di 45 anni e non. ricevo lo stipendio dallo scorso dicembre, come, peraltro, altri numerosi colleghi. Ma tutto questo viene insabbiato dalla stampa di regime che parla solo dei successi del Jobs Act. E’ questa la Buona Scuola tanto pubblicizzata da questo governo inetto? Se non ci fosse mio padre chi mi aiuterebbe con il pagamento dell’affitto e delle varie bollette ? Maria, Roma

Salve sono stata ottima cuoca e grazie ai vaucher posso aiutare mia figlia ristoratrice nei momenti critici senza operare in nero grazie Mari

Ventottenne con laurea magistrale,lavoro temporaneamente c/o ente pubblico con mansione per cui è richiesta laurea e vengo pagata a voucher con stesso importo orario di mio fratello,neo-diplomato,in stage presso ferramenta!

Buongiorno, volevo portare la testimonianza di chi, come me, abbia seguito la carriera forense dopo la laurea in Giurisprudenza. Il nostro futuro è ipotecato dall’esito di un esame di stato che è regolamentato in maniera demenziale o,meglio, non è regolamentato affatto. Il grande numero di aspiranti avvocati ha fatto sì che a questi esami di abilitazione si presentino migliaia di candidati: per gli esiti occorre attendere almeno 7 mesi, e si ha il nutrito sospetto che non tutti i compiti vengano effettivamente corretti. Tentare il ricorso nel 90% dei casi non porta a nulla perché la giurisprudenza del Consiglio di Stato fondamentalmente “appoggia” questo sistema. Noi così ci troviamo ad attendere mesi, anni in questo sistema schizofrenico, bloccati senza poter far niente, nella più parte dei casi non pagati, in attesa di riprovarci l’anno successivo e sperare nella buona sorte. Saluti e buon lavoro, Giulia.

Io so cosa sono i voucher! Mia figlia che lavora in un ristorante 40 ore a settimana, a volte più, è messa in regola per 20, ed un giorno a settimana lavora con il voucher! Come lei tanti, tanti e tanti! Tutti ragazzi della sua etaà,31/32 anni! Palmira

Ex giovane perché 40enne. Ho avuto la malaugurata idea di fare prima la giornalista (..), e poi fondare un’associazione che si occupa di cooperazione internazionale, con la quale facciamo corsi di formazione, sensibilizzazione nelle scuole, articoli e libri. Tutta una serie di attività sociali non riconosciute se non appunto come volontarie , quando invece vanno a coadiuvare – se non sostituire – ciò che a scuola ed istituzioni fanno sempre meno o per nulla. Mantenere nella precarietà chi si occupa di quel terzo settore tanto decantato mi pare abbia anche un respiro politico. Io che ho fatto questa scelta, ho abdicato ad una vita degna, alla famiglia, alla tranquillità. Anche per questo, sosterremo i referendum sociali che parlano anche di lavoro. Francesca, Trento.

Vorrei ringraziare Antonio l’ascoltatore di Messina per aver portato all’attenzione questo annoso problema dei disoccupati ex giovani. Ho poco più di quarant’anni, ho due bambini e da quasi quattro anni ho perso il lavoro. Sono laureata e ho seguito diversi corsi di specializzazione. Sono stata prima insegnante e poi redattrice in una casa editrice. Ormai non cerco più un lavoro secondo le mie competenze, ma alla mia età o sono troppo anziana o troppo poco qualificata per intraprendere qualsiasi altra professione. Vorrei fortemente non gravare più sui miei genitori e sui miei suoceri, vorrei semplicemente poter lavorare come è mio diritto.

Ho cinquantacinque anni e la mia unica speranza nel futuro è morire lavorando! Mi sono illuso che lavorando nel privato mi sarei realizzato, invece solo umiliazioni e lavoro nero. Quando ho capito che non andavo da nessuna parte sono riuscito ad entrare nel pubblico, solo così sono riuscito in parte a uscire da uno stato di indigenza… La mancanza di lavoro ti mortifica e mette in dubbio la tua vita e a volte pensi che la morte sembra essere l’unica soluzione in mancanza di futuro, anzi l’unico futuro certo! Carlo da Napoli

Buon giorno, noi abbiamo due figli: la ragazza di 26 anni ( 6 lingue parlate e laurea triennale) lavora da 5 anni a Shanghai con grande soddisfazione ; il ragazzo di 32 creativo, brillante designer vive in Italia lavorando 18 ora al giorno in libera professione per riuscire a mantenersi fuori di casa, ha ricevuto numerose offerte di lavoro dall estero e sono sicura che partirà anche lui. Per loro non ha investito solo la nostra famiglia, ma il nostro paese Elena

Ho 57 anni e vivo da precario dall’età di 32 anni, quando nel 1992 persi un posto di lavoro stabile. Ho notato nel tempo, soprattutto nei giovani, un’assenza di coscienza di classe (oggi una bestemmia), l’unione sarebbe una forza, ma ognuna pensa per sé. Paul

Con mio marito da pensionati statali contribuiamo alla famiglia del figlio che ha due figli ed è nella stessa situazione di Antonio quarantatreenne che ha appena telefonato. Ma non è solo un disagio economico ma la tristezza di vedere il proprio figlio ormai un uomo che non può disporre e programmare la propria vita. Maddalena da Firenze

IO HO 54 ANNI , SONO DISOCCUPATA DA 6 ANNI E QUINDI SENZA ALCUN AMORTIZZATORE SOCIALE E QUANDO HO INIZIATO A LAVORARE L’ HO FATTO ” GRATIS ” PER 5 ANNI … DOV’ È LA NOVITÀ ? HO ANCHE UN FIGLIO ED UN COMPAGNO 64ENNE DISOCCUPATO SENZA AMORTIZZATORI SOCIALI E MOLTI AMICI ATTEMPATI DISOCCUPATI E SENZA REDDITO DA ANNI …VI PREGO, LEGGETELA !!! Cristina da Padova

Permettemi, ma che il lavoro non c’è e’ una bugia: basta essere figlio o parente della ristretta elite politica imprenditoriale o affaristica e il lavoro con ottimi posti come per magia si materializza. Bisogna far parte del club. Altrimenti sei un numero privo di significato. Questo è ordinario in Italia. L’Italia non è culturalmente un paese meritocratico. Questo si traduce direttamente nel fatto che l’Italia e’ un paese che non crea opportunità, in prima istanza non perché non ne possieda ma perché culturalmente non le considera. Stefano da Roma

Adriano. Vogliamo parlare dei 40 enni con figli, che hanno dovuto chiudere la p.iva ed ora sono fuori dal mercato del lavoro dipendente? dopo i 30 anni non si è appetibili come dipendenti. Ma non sono lavoratori da proteggere? eppure nessun ammortizzatore sociale. Aprire allora una start-up? i fondi vanno sempre agli stessi studi di commercialisti che usano dei testa di legno, e che comunque chiudono nel 96% dei casi entro i primi 2 anni. I fondi UE, una volta venivano spartiti coi corsi di formazione inutili, oggi vanno alle start-up altrettanto fallimentari.

42 anni. Apro un’impresa di restauro: una  ditta individuale,una snc, e lavoro sola, per20 anni. Grandi soddisfazioni, ma con fatica lavorando solo per sopravvivere e pagare tasse e contributi. Chiudo la ditta nel 2013, resto incinta e la mia bimba nasce nel gennaio 2014…e non ho avuto nemmeno la maternità. Torno a casa dei miei, due pensionati che ci aiutano in tutto. I centri d’impiego non funzionano. Ho accettato una prestazione occasionale che fa ridere e servirà solo a sollevare, di poco,  la mia dignità. Cinzia

 

 

 

Oltre un milione lavora col voucher

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“La mia compagna assunta a voucher in un call center. Laureta il giurisprudenza ha quasi 37 anni, schiacciata da un mobbing pazzesco per quattro soldi e ricattini. Un vero schifo!”

Lo scrive Sergio. Ma come lei, sono centinaia di migliaia a subire lo stesso Trattamento. Lo denuncia Marta Fana, economista a Sciences Po (Parigi) in quest’articolo.

 

Non ho prospettive, accetterei un lavoro con i voucher

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Valentina scriveSono una neo 30enne con laurea magistrale. Tra un mese terminero’ il Servizio Civile Regionale con Garanzia Giovani. L’esperienza che ho acquisito a cosa mi servirà? Non ho prospettive e accetterei volentieri un lavoro con i voucher visto che anche per fare la cameriera negli chalet in un posto di mare è necessaria l’esperienza specifica. Finora ho lavorato quasi sempre come volontaria, l’ho fatto con piacere, ma senza che questo mi abbia procurato un vero lavoro. Ho appena ricevuto la chiamata come scrutatore e sono contenta perché farò una nuova esperienza e guadagnerò qualcosina per le mie spese. Desidererei non dipendere più dai miei genitori.

Consiglio di lettura: La repubblica degli stagisti

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La Repubblica degli stagisti. Come non farsi sfruttare. Eleonora Voltolina (Laterza 2010)

«Il primo stage è il contrario del primo bacio: di solito è il migliore. Per varie ragioni: ha nel suo dna giovinezza, entusiasmo, innocenza. Al primo stage non ci sono aspettative né rancori né disillusioni: è il primo contatto di una persona con il mondo del lavoro, e nella maggior parte dei casi è emozionante». Il peggio viene dopo: perché l’Italia ormai è una Repubblica fondata sullo stage, spesso utilizzato come espediente per risparmiare sul costo del personale. Ma quali sono le leggi che lo regolamentano? E come si fa a distinguere le occasioni buone dalle fregature? Eleonora Voltolina, direttore del sito Repubblicadeglistagisti.it, raccoglie le voci di tanti giovani che sono passati attraverso questa esperienza, indica le strade per uscirne indenni e lancia proposte per moltiplicare le ‘buone pratiche stagistiche’.

Mia figlia avrà mai una pensione?

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Lucia scrive: Buongiorno, mia figlia di 37 anni, laureata in interior design ha fatto lavori saltuari presso architetti, mai messa in regola. Ha lavorato in radio privata per due anni, con orari impossibili, anche la notte. Ha trovato lavoro in un grande negozio di arredamento, per circa 5 mesi. Io, pensionata, la aiuto come posso, in quanto ha una bimba di 11 anni e un marito con lavoro precario. Sono addolorata, avrà mai una pensione? Fino a quanto sarò in vita li aiuterò, ma poi?

Consiglio di lettura: Lavoro da morire

Lavoro da morire. Racconti di un’Italia sfruttata. A cura di Andrea Bajani (Einaudi 2009)

Undici scrittori italiani raccontano un’Italia sfruttata. La letteratura di oggi, nel nostro paese, parla di lavoro molto poco, spesso solo tangenzialmente rispetto a temi sentiti piú stringenti, piú umanamente necessari, piú raccontabili forse.
Qui leggi un anteprima del libro

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