Draghi: l’Europa ancora a rischio

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Molta economia stamattina nelle telefonate di Prima Pagina. Soprattutto sulle parole di Draghi:
-“le prospettive per l’economia mondiale sono circondate da incertezza; si pongono interrogativi riguardo alla direzione in cui andrà l’Europa e alla sua capacità di tenuta a fronte di nuovi shock”.
– “Per evitare una generazione perduta dobbiamo agire velocemente”.
Dal Macro al micro, molte, troppe le domande, e non sono certo nuove: ce la farà l’Europa? Quale capacità di tenuta? Quali politiche contro la disoccupazione giovanile?

Gli ospiti della puntata dell’8 aprile 2016

Tonia Mastrobuoni, corrispondente da Berlino per La Stampa

Antonio Galdo, direttore del sito www.nonsprecare.it, ha scritto vari saggi, alcuni usciti per Einaudi tra cui, il recentissimo Ultimi. Così le statistiche condannano l’Italia

Mario Deaglio, insegna Economia Internazionale all’Università di Torino

Letizia Piangerelli, vice presidente di Rena- Intelligenza collettiva al servizio dell’Italia

 

Riascolta tutta la puntata

 

I numeri ci condannano? Il libro da non perdere

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Antonio Galdo. Ultimi. Così le statistiche condannano l’Italia (Einaudi 2016)

I numeri parlano e raccontano. Cosí le statistiche ci consegnano la storia di un Paese che, da decenni, arretra e finisce ultimo anche laddove era primo. Abbiamo la maglia nera in disoccupazione, corruzione, evasione e pressione fiscale, inefficienza della burocrazia, fiducia nel futuro. Siamo regrediti negli asili, nella scuola, nell’università, nella competitività delle imprese, nelle reti delle infrastrutture, dai trasporti alla banda larga. Scivoliamo, sempre e solo verso il basso. Passo dopo passo, gradino dopo gradino, classifica dopo classifica. Per aumentare i posti di lavoro servono investimenti, pubblici e privati, nella formazione e nella ricerca: quelli che continuiamo a tagliare, senza mai riuscire a intervenire, invece, sugli sprechi della spesa pubblica. Siamo diventati un Paese per vecchi, e sarà sempre peggio anche per effetto della curva demografica, con un welfare ingiusto che difende privilegi piú che diritti: cosí i nonni sono piú garantiti e mantengono figli e nipoti ai quali non resta che aspettare l’eredità”.

In che condizioni si lavora oggi?

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Alessandro: Ma sapete in che condizioni si lavora oggi? Raccolgo quotidianamente racconti e testimonianze di amici e pazienti (sono psicoterapeuta) annullati dal ‘lavoro’. Condizioni oramai tipiche sono orari continuati da mattina a sera, nessuna pausa nemmeno per il pranzo, ritardi nelle retribuzioni che la maggioranza delle volte si possono dare per perse, lavoro in nero… e pagano soprattutto le donne che per loro condizione sono più vulnerabili, coi figli a casa affidati a qualcun altro. Ma che roba è? È vita questa? È lavoro questa roba?

Assunta: Gli attuali genitori hanno una doppia frustrazione, una perché le loro lotte per i diritti dei lavoratori sono state spazzati via, l’altra perché i loro figli, “la generazione perduta”, si ritrova a combattere con i voucher, il lavoro part-time obbligato, i contratti a tempo indeterminato, il lavoro in nero,in una parola con continue umiliazioni. Perché laurearsi se le possibilità lavorative sono queste? Certo rimangono sempre le “eccellenze”, la piccola parte di geni che trovano lavoro all’estero oppure i raccomandati figli di papà, i figli dalle generazione perduta saranno la seconda generazione di perduti? Lo Stato nel frattempo ha investito i nostri soldi per salvare le banche,le aziende ,per investimenti miliardari all’estero, Cina, Turchia,India, Paesi Arabi, per una politica economica espansionistica, il popolo si deve accontentare!

Il libro da sfogliare

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La generazione precaria che vive a ridosso e dentro il tempo dell’attuale crisi finanziaria globale è la protagonista di questo volume, soprattutto attraverso le costruzioni intersoggettive di significato tramite le quali i lavoratori e le lavoratici rappresentano la propria condizione lavorativa ed esistenziale. Come si articolano le vite dei soggetti che compongono la generazione precaria? Come viene affrontata la precarietà? In risposta a queste domande viene proposto un insieme di riflessioni critiche sulle traiettorie biografiche e le soggettività rispetto alle possibili pratiche politiche e forme di coalizione a partire dalle esperienze quotidiane dei soggetti. Il volume è organizzato in tre sezioni. La prima pone al centro il rapporto tra condizione generazionale, precarietà e percezione di sé, anche in relazione alla mobilità geografica. La seconda riguarda l’accesso ai nuovi lavori della conoscenza, nei quali spesso sono compresenti una richiesta di alta qualificazione, flessibilità, creatività e scarse tutele sociali e contrattuali. La terza discute le (insufficienti) forme di rappresentanza e autorappresentanza sociale, politica e sindacale della generazione precaria, interrogandosi sulle possibili strategie e sulle pratiche di resistenza che, anche attraverso la rete e l’uso dei social network, possono fronteggiare la frammentazione delle esperienze.

Leggi qui il libro a cura di Emiliana Armano e Annalisa Murgia

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